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La TV condanna il Milan: sprazzi di libertà nel giornalismo sportivo

Onore a qualche giornalista che comincia a scrollarsi di dosso un po’ di polvere. Occorre rialzarsi un attimino e forse il momento sta arrivando. Certo siamo ben lontani da un ambiente veramente terzo e indipendente.

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Negli studi di MilanPremium… ops MediasetPremium… Allegri rifila il solito pippone ai microfoni, poi quando va via Cesari fa fatica a commentare gli episodi. Meglio in Controcampo: la Zanzara ridicolizza ed esalta le stupidaggini di Allegri e l’incoerenza di Galliani, mentre Cesari finalmente sbrocca:

Non sta né in cielo né in terra come dice Allegri che gli episodi alla fine di compensano.

E il video che mandano dallo studio, sui presunti dossier Juve contro Milan, mostra immagini sono talmente chiare… e ne mancano pure tante a credito della Juve perché vengono menzionate solo le ultime 8 partite. Sprazzi di libertà.

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Perfino la Gazzetta dello Sport si scrolla di dosso i gradi di house organ e rifila due/tre mazzate al capo Galliani: di fronte a certi episodi e a certe bassezze nemmeno loro riescono a cedere e rispediscono al mittente un po’ di fango.

In RAI non cavalcano l’onda di Allegri: nel giorno del Pesce d’Aprile si farebbe fatica a capire se il tecnico Allegri-molto-poco-allegro stia scherzando o meno quando esclama “i più penalizzati siamo noi”. Stupisce però la non risposta di certi opinionisti che lasciano passare queste frasi come se nulla fosse. Servirebbe la stessa durezza e tracotanza impressa quando si parla di Juve. Solo che il miracolo di Conte ha tolto ogni tipo di forza alle polemiche stupide e inutili.

E siamo pure contenti quando vengono finalmente pesati a dovere gli episodi di Juventus-Napoli: Bonucci è al di là con l’alluce (anche se una immagine di Cesari lascia ancora qualche dubbio, da Controcampo), ma ci sarebbe il rigore su Borriello e un gol regolare di Vucinic. Nel computo, Juve ancora sotto che comunque va avanti grazie alla propria immensa forza.

Che dire: un lampo di onestà intellettuale in un deserto arido di un giornalismo italiano prono ai poteri forti. I soliti poteri forti che stanno cominciando a scricchiolare sotto il ritorno impetuoso di Conte e della Juve. E far passare Marotta per un cupolaro…

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