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La vera qualità del calcio italiano taciuta dal fetido giornalismo

Se non si riesce a valutare attentamente la situazione del calcio italiano, sarà durissima competere ad alto livello in Europa nei prossimi anni.

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Da una parte ci sono le italiane, più o meno blasonate, che stentano e collezionano figuracce. Dall’altra formazioni estere ben attrezzate.

Non posso non ricordare i meravigliosi anni ’90. L’avvento di Moggi alla Juve coincise con una sorta di dominio (o, se volete, il perdurare di quel dominio) italiano in tutta Europa. Non solo la Juve, anzi tutt’altro. Certo i bianconeri riuscirono nell’impresa di giocare oltre 50 partite consecutive in Champions League, con tre finali consecutive disputate (1 vinta e 2 perse). E assieme alla Juve ricordiamo il grande Parma che vinse nel ’95 (proprio contro la Juve) e nel ’99 la Coppa UEFA. L’Inter si aggiudicò il torneo del ’94 e poi quello del ’98 (con Ronaldo che vinse praticamente da solo). I nerazzurri persero contro lo Schalke 04 nel ’97. Vi furono inoltre due tris incredibili in Coppa UEFA: dall’anno ’89 al ’91 vinsero nell’ordine il Napoli di Maradona, la Juve di Zoff e l’Inter di Trapattoni; dall’anno ’93 al ’95 appunto Juventus, Inter e Parma.

Nella Coppa delle Coppe invece il percorso fu più complicato, un po’ perché la vincente della Coppa Italia spesso risultò essere una formazione in difficoltà o un emergente, un po’ perché quella, in effetti, veniva vista più come un fastidio che una competizione cui dedicare energie. In ogni caso il Parma la vinse nel ’93 e la perse l’anno successivo contro l’Arsenal. L’ultima edizione è conservata nelle bacheche laziali.

Passiamo alla Champions League. Detto della Juve, il Milan vanta un simile ruolino (con tre finali, tra cui due perse). Poi c’è da ricordare la finale di Manchester tutta italiana, ancora Milan-Juve risolta ai rigori a favore dei rossoneri, e le due finali rossonere contro il Liverpool, di cui l’ultima da latitanti protagonisti, con tanto di arbitraggio alquanto discutibile in finale (almeno così recitano i tabloid inglesi). In ogni caso, si può parlare di dominio italiano in concomitanza con la Spagna e in particolare col Real Madrid.

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Poi il vuoto. Le cosidette squadre di seconda fascia italiane sono letteralmente scomparse in ambito europeo e le grandi hanno regolarmente preso mazzate. Senza contare il fatto che una possibile protagonista era stata nel frattempo fatta fuori da Moratti & Soci.

Quali le cause di questo tracollo?

Il Milan ha preso bastonate in casa da un Tottenham modesto e per di più senza il suo fuoriclasse Bale. Mentre il Bayern Monaco ha, per lunghi tratti del match, umiliato l’Atalanta di Milano che ha sfogato solo poche confuse azioni. Sulla Roma mi tocca tacere per rispetto di una città fantastica e magica. Tre sconfitte su tre nell’ultimo turno di Champions. Tre sconfitte nette sul piano tattico e tecnico, sul piano di una personalità inesistente: l’extraterrestre Ibra diventa una pecorella smarrita, Eto’o è costretto a tentare la giocata singola e poco altro c’è da segnalare.

L’età media è sempre la più alta fra le italiane. E si registra pure un diverso numero e segno circa fatturato e debiti: oltre 600 milioni quelli di Moratti, addirittura un attivo per i tedeschi.

Kraft (22enne ed esordiente) ha vinto la sfida a distanza col collega Julio Cesar, mentre Gustavo è sembrato Kaiser Franz rispetto ai vari Cambiasso e Thiago Motta, eppure la Cazzetta Rosa lo descrive come randellatore senza considerare l’enorme numero di palloni smistati, tutti rigorosamente palla a terra.

In studio poi si assiste a un lecchinaggio francamente insopportabile. Indisponente Arrigo Sacchi, con una cantilena e un canovaccio sempre uguale, il cui contenuto è talmente vuoto che non scatena alcuna risposta degli ospiti in studio o del conduttore. E se fossero proprio loro la rovina del calcio italiano, idolatrato dagli house organ senza alcuna critica costruttiva?

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