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L’Alta Corte alla FIGC: “dimostrateci che il processo del 2006 è stato un processo vero”

Clamoroso, si direbbe dalle parti di chi il cervello ha deciso di spegnerlo. Legittimo e perfino banale dicono invece oggi tutte quelle persone che il cervello, già allora, l’avevano tenuto acceso. E per questo sono stati additati quasi a eretici, col dito puntato quasi fossero pazzi o, peggio ancora, completamente indemoniati.

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Ira, vendetta, rabbia? Assolutamente no. Questo è il modo più spicciolo e decisamente ignorante di etichettare quello che accade oggi nel panorama dell’informazione italiana.

A distanza di 5 anni – e mi permetto qui di sollevare anche solo un dubbio atroce: perché proprio 5? I più acuti dovrebbero possedere già la risposta – l’Alta Corte sta decidendo sulla radiazione di Luciano Moggi.

Per inciso: il Processo di Napoli qui non c’entra. O almeno non c’entra in maniera diretta. E’ evidente, però, come quanto emerso da quel Processo abbia fatto drizzare le orecchie a qualcuno che ancora crede nella professione esercitata. Tipo Chieppa, un personaggio sconosciuto ai più. Ma lasciamo stare i nomi, stiamo sul pezzo.

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Si diceva “clamoroso”. Ebbene la notizia è la seguente: l’Alta Corte ha chiesto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio i documenti che attestino che il processo farsa del 2006 sia stato un processo vero. E’ un po’ come chiedere a Pinocchio se sia stato un bravo ragazzo. La risposta è scontata. Solo che stavolta ci sono in ballo i documenti. Documenti che noi – mi permetto l’arroganza di usare il noi, visto che per parecchie notti sono stato impegnato in letture che avrei certo evitato se non avessi deciso di non spegnere il cervello – abbiamo in realtà già letto, descritto, e riscritto. Documenti che attestano tutto… tranne la regolarità di un processo, quello farsa del 2006. Quello che distrusse la Juve e la vita di un paio di dirigenti del mondo del calcio, consegnando le chiavi dell’Italia calcistica (e non solo!) ai vari Moratti, Preziosi, Zamparini e il solito Galliani. I Pinocchio della situazione.

Insomma l’Alta Corte ha chiesto non già un semplice parere, ma i documenti – lo ripetiamo, perché qui di opinioni, in questo paese, stiamo letteralmente morendo – tipo le relazioni di Palazzi, magari con la data ben stampata sui documenti medesimi (perché proprio 5 anni?).

E poi l’Alta Corte chiede contezza su radiazioni ordinate e mai effettivamente eseguite. Qui ogni riferimento alla vicenda Preziosi è VOLUTO!

Ora attendiamo questi documenti. Oddio, per carità, noi li abbiamo già, resta da capire che tipo di commento la FIGC, nelle parole di Abete, inserirà fra le righe di questi documenti. Sarebbe carino pure ricevere una, due o più risposte da parte del Prof. Guido Rossi. Come sarebbe carino, anche solo per una volta, che un legale della società nerazzurra chiarisca – e qui chiedo scusa per il verbo “chiarisca” in quanto da chiarire non c’è proprio nulla – la posizione della squadra di Moratti: è possibile, proprio loro che non credono alle coincidenze coi rigori, che tutto sia filato in maniera tale da tenerli lontani da verdetti, cause, processi, pene e penalizzazioni?

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