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L’arringa di Prioreschi spiegata al tifoso interista: introduzione

L’arringa di Prioreschi al Processo di Napoli, il 27 settembre 2011, è un capolavoro assoluto. Certo è stato facilitato dalla mediocrità del lavoro svolto da Auricchio, Narducci & Co., spudoratamente contrario a ogni principio etico che dovrebbe regolare la loro attività.

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Di fatto l’arringa di Prioreschi è un elenco, lungo e preciso, dei risultati cui sono giunti con una contro-analisi da brividi. Una contro-analisi che ha sviscerato la farsa e che ora mostra crepe inquietanti nel panorama giudiziario italiano.

L’indagine di Auricchio, così come gli interventi in aula di un Pubblico Ministero quale è Narducci, ha mostrato come essi abbiano agito a senso unico. Il problema non è tanto aver scoperto e confutato i loro imbarazzanti risultati – cioè il lavoro per cui Prioreschi è pagato da Luciano Moggi – quanto aver scoperto un vero e proprio piano per eliminare Moggi e la Juve costruendo quello che è un castello senza fondamenta, senza motivo di esistere. Un castello che non può essere abitato in quanto manca tutto: mancano le porte (metaforicamente le ipotesi iniziali per le quali si è iniziato a indagare), mancano le stanze (metaforicamente i target dell’indagine, quindi da Moggi a Giraudo, da De Santis a Bergamo), mancano i condomini… manca tutto.

Alla fine, quindi, il lettore non si stupirà di certo se certi toni e certi termini usati da Prioreschi sono stati molto forti, ai limiti dell’insulto personale poi giustificato dall’uso del dizionario italiano che ne rivendica il contenuto, intendo il contenuto dei termini usati.

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Trovate su Internet i file audio dell’intervento di Prioreschi e quindi potete ascoltare da voi le sue parole.

Qui, in questa serie di articoli, mi limito semplicemente a spiegare, al tifoso bianconero più distratto, come pure al tifoso antibianconero più accanito e accecato dal mero odio sportivo, il terribile imbroglio perpetrato ai danni di Juventus, Moggi e del calcio italiano. Imbroglio che, giova ricordarlo ai più distratti, bianconeri e non, ha portato il nostro Paese, almeno a livello calcistico, a fare passi indietro imbarazzanti.

Prima di cominciare ad analizzare l’intervento di Prioreschi mi piace sottolineare come la stampa, le riviste specializzate, le radio e le TV si siano distratti dall’argomento che pure aveva contribuito a un innalzamento dello share nel 2006. Nessun tipo di commento, pochissime righe sui giornali e appena un paio di frasette di circostanza e prudenti sui TG. A conferma di quanto l’Italia stia soffrendo un periodo veramente vergognoso sotto il profilo dell’etica, ma soprattutto di quanto stia mancando quel minimo di civiltà che rende felice un cittadino.

Il nostro viaggio comincerà, nel prossimo articolo, con un veloce commento sulla dichiarazione spontanea di Luciano Moggi di cui ho pubblicato un piccolo stralcio qualche giorno fa.

Stay tuned…

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