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Lazio-Juventus 0-2 Scriviamo la storia

Vittoria netta, schiacciante. Un doppio Vidal che raggiunge Quagliarella fra i marcatori juventini stagionali. Vittoria raggiunta con la qualità e con una innovazione tattica su cui torneremo in un altro articolo perché merita un ampio approfondimento.

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Coi pareggi di Milan e Napoli la squadra di Conte sale a +11 in classifica, vale a dire quattro partite di vantaggio su chi doveva impensierire i sogni bianconeri. Un vantaggio che è evidente sul campo, un vantaggio giustificato da ogni tipo di numero che il lettore vorrà esaminare.

Manca il bomber, eppure questa squadra vanta il miglior attacco. Buffon è chiamato in causa talmente poche volte che pure una parata normale viene sottolineata come straordiaria.

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A essere straordinario è in realtà il centrocampo della Juve. “Tenere Pogba fuori in questo momento mi sembrava un delitto” ha detto Conte a fine partita. E come si fa a tenere fuori questo Marchisio? E questo Vidal? E un Pirlo, comunque non nel miglior periodo di forma?

Morale della favola a beneficiarne più di tutti sembra essere Vucinic che nel ruolo di regista offensivo è praticamente uno dei migliori. Prove per Ibra? Ne parleremo in seguito.

A steccare, se vogliamo, sono i soliti: Asamoah appannato, Peluso disastroso. Ma va bene così, sembra già pazzesco ragionare sui peggiori, visto che il peggiore della Juve sembra poter far scuola in altre parti. Così, mentre qualcuno cerca complotti e complottini, la Juve aumenta il vantaggio. Tanto per intenderci, un girone fa la Lazio insidiava il primato bianconero, oggi i biancocelesti sono sotto di 23 punti. L’Inter di Moratti e Stramaccioni addirittura a -24. Senza Moggi.

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