Mai stati così Allegri? Di certo, momenti anche più goduriosi di questi ne abbiamo trascorso, soprattutto con Conte in panchina. Ma Allegri sta ingranando. Così sembra a guardare il campo.

Advertisment

Spazza via la Lazio con lo schema che aveva in mente al momento della firma del contratto. Gestisce con grande autorevolezza Vidal in panchina, il Pirlo scontento, l’alternanza fra quelli che sarebbero titolari ovunque. Profetizza calma, ma pretende ferocia, almeno nella logica di dominare il gioco. E i numeri sono molto confortanti.

Senza i due passi falsi (leggi Sassuolo e Genoa), a quest’ora la Juve sarebbe letteralmente in fuga, ma non si può voler tutta dalla vita. Ci accontentiamo.

Advertisment

Pogba e Tevez sugli scudi, eccezionale rinforzo quello di Pereyra, duttilità tattica infinita dei vari Padoin della situazione. Una squadra che aveva preoccupato fra ottobre e novembre, oggi sembra davvero aver svoltato. Tolti i panni Contiani, ecco quelli Allegri.

Sul match in sé poco da dire. Quando hai fenomeni del calibro di Pogba e Tevez tutto risulta più facile, ma è la produzione di gioco a ingolosire i tifosi. E la percentuale di realizzazione tornata rassicurante. Con nuovi equilibri tattici, più consoni al gioco calma-e-fai-girare-il-pallone di Allegri, con improvvise accelerazioni verticali. E’ nata così la vittoria sulla Lazio.

E ora testa a mercoledì quando quella musichetta non deve per nulla far tremare le gambe o ridurre il carico di personalità che in Italia ha raggiunto livelli imbarazzanti. Lo si nota sulla stampa: nemmeno più la forza per farneticare chissà quale polemica.

Advertisment