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Le confessioni di Almeyda, ex Inter e Parma, fra flebo e partite “cedute”

Adesso allena il River Plate, ma in Italia è conosciuto per aver giocato con le maglie di Lazio, Parma e Inter. Ha recentemente pubblicato un’autobiografia che si intitola “Almeyda, anima e vita”, ma in Italia il libro non è ancora conosciuto. Soprattutto il libro non è pubblicizzato e la Gazzetta lo evita come la morte. Perché mai? Cosa mai ci sarà scritto in questo libro?

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Ecco qualche passaggio interessante, che la dice lunga sul grado di schifezze del calcio italiano e per le quali… piaccia o non piaccia… la Juve è stata sollevata dai Tribunali nonostante questo paese finisca per premiare le farse e i poteri forti.

L’avventura di Parma nasconde il doping? A leggere Almeyda sembrerebbe proprio di sì:

Al Parma ci facevano una flebo prima delle partite. Dicevano che era un composto di vitamine, ma prima di entrare in campo ero capace di saltare fino al soffitto.

Ricordate la flebo di Cannavaro? Il video uscì solamente per destabilizzare la stupenda Juve di Capello. E nonostante ritraesse un parmense Cannavaro, tutti fecero un curioso collegamento con la Juve: solita storia. Ora immaginiamo che la Gazzetta approfondirà il tutto, no?! Anche perché dal Parma all’Inter il passo fu breve per Almeyda e nel 2006 Georgatos lanciò un’accusa pesante al club nerazzurro:

Giravano strane sostanze nello spogliatoio dell’Inter. Ho visto giocatori prendere pillole e fare iniezioni, c’erano gruppi di persone che rifornivano i giocatori.

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Dei suoi tempi nerazzurri Almeyda rivela un particolare scioccante:

Una volta ad Azul, il mio paese, ho bevuto cinque litri di vino, come se fosse Coca Cola, e sono finito in una specie di coma etilico. Per smaltire, ho corso per cinque chilometri finchè ho visto il sole che girava. Un dottore mi ha fatto 5 ore di flebo. Sarebbe stato uno scandalo, all’epoca giocavo nell’Inter.

Lo veniamo a sapere soltanto ora, a proposito delle TV che sputtanano i nerazzurri per favorire la Juve. Soprattutto la domanda che ci poniamo è la seguente: come poteva vincere l’Inter con questi ragazzi negli spogliatoi? Sarà stato per questo che Materazzi scoppiò in lacrime quel 5 maggio? Perché Simeone e compagni non avrebbero offerto vino ai nerazzurri a fine partita?

E veniamo alla dichiarazione più importante. Scudetto 2001, l’anno in cui si cambiano i regolamenti solo a campionato quasi finito e solo per favorire una sola squadra, la Roma di Capello e Sensi. Almeyda rivela un succoso aneddoto:

Sul finire del campionato 2000-01, alcuni compagni del Parma ci hanno detto che i giocatori della Roma volevano che noi perdessimo la partita. Che siccome non giocavamo per nessun obiettivo, era uguale. In campo ho visto che alcuni non correvano come sempre. Allora ho chiesto la sostituzione e me ne sono andato in spogliatoio. Soldi? Non lo so. Loro lo definivano un favore.

Favori fra amici.

E ora come la mettiamo?

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