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Le contraddizioni intrinseche ed estrinseche delle motivazioni

Leggendo le motivazioni redatte dalla Corte di Giustizia Federale relative al proscioglimento di Bonucci e Pepe dopo il ricorso presentato contro di loro da Palazzi ci si imbatte in queste parole:

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Le dichiarazioni accusatorie di un tesserato nei confronti di altri tesserati devono avere un qualche riscontro esterno o, per usare una terminologia di origine penalistica, estrinseco, oggettivamente valido, senza il quale si verserebbe nella situazione, assolutamente delatoria, nella quale qualunque accusa darebbe luogo a una condanna disciplinare.

Bene, bravo, bis!!!

Ma poi rileggendo con più calma queste parole, riferite nel caso alle accuse di Masiello strumentalizzate da Palazzi, ti chiedi una cosa: ma perché in questo caso i giudici si dimostrano in grado di intendere e di volere mentre nella vicenda Conte utilizzano palesemente due pesi e due misure?

Perché, se nel caso delle accuse di Masiello le motivazioni ci ricordano che “vi è un limite al di sotto del quale neppure un procedimento esclusivamente disciplinare può scendere”, quando si analizza la situazione di Conte tutto questo viene meno? Perché nel caso di Conte, e di Alessio ricordiamolo, sembra che non sia necessario qualche “riscontro esterno” alle “dichiarazioni accusatorie” di Carobbio, detto Pippo da chi ha svolto le indagini?

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Le motivazioni della Corte di Giustizia Federale relative a Conte appaiono semplicemente ridicole e contengono già in sé gli elementi per abbattersi da sole. Non esistono riscontri esterni, ossia le prove, e vengono realizzate delle connessioni logiche a dir poco fantasiose per sostenere la tesi accusatoria.

Sostanzialmente ci si basa su due elementi per dar credito alle accuse di Carobbio ormai relative solo all’omessa denuncia per Albinoleffe-Siena, dato che per Novara-Siena la stessa Corte ha deciso di prosciogliere Conte e di ritenere in questo frangente non credibile il caro Pippo.

Il primo elemento è il patteggiamento di Stellini, il secondo la vicenda paradossale di Mastronunzio.

Secondo la Corte, come per la Disciplinare, Conte, in virtù del suo carattere “accentratore” (sì, proprio così!) “non poteva non sapere” tutte le cose che poteva fare alla sue spalle Stellini, essendo un suo collaboratore tecnico. Quindi, chissenefrega del famoso “riscontro esterno”, se si può utilizzare un mostro giuridico come il ridicolo “non poteva non sapere”. E fa niente se lo stesso Stellini abbia detto chiaramente che Conte non sapeva nulla, anzi, quella parte delle sue parole viene nascosta furbescamente dai giudici proprio come era già stato fatto per condannare Terzi, al centro di un’altra vicenda incredibile. Inoltre, perché ad esempio per Mondonico non vale il “non poteva non sapere” se i suoi collaboratori dell’Albinoleffe sono stati condannati? Misteri.

Su Mastronunzio si raggiunge il ridicolo. In pratica stando alle motivazioni Conte avrebbe escluso il “titolare” Mastronunzio (e fa niente se non era titolare in realtà) perché per accettare la combine in favore dell’Albinoleffe avrebbe voluto un uguale trattamento nei confronti dell’Ascoli. Le motivazioni fanno finta di non sapere che Mastronunzio non era titolare e che soprattutto era infortunato ufficialmente nel finale di stagione,come riporta anche il sito del Siena. Inoltre ogni due righe viene ricordato come Mastronunzio avesse voluto favorire l’Ascoli perché era una sua ex squadra, non per altro, non per soldi, solo per amore dunque. Ma verifichiamo che nell’Ascoli ha giocato solo 24 partite segnando la miseria di 2 gol nel 2003/2004 prima di trasferirsi all’Ancona tra il 2007 e il 2010 segnando ben 59 gol in 119 presenze. Mastronunzio diventa un idolo dei tifosi dell’Ancona e rimane legato a questa società da un profondo affetto. E, ciliegina sulla torta, l’Ancona è arcirivale dell’Ascoli…perché dunque avrebbe dovuto litigare con allenatore e squadra per lasciare una vittoria all’Ascoli? Tutto questo viene confermato dallo stesso giocatore in onda su Sportitalia, con Michele Criscitiello che gli ha posto quelle poche e semplici domande che avrebbe dovuto porgli chi ha svolto le indagini.

Adesso attendiamo il verdetto del Tnas…se fossimo in un contesto normale non ci sarebbe nessun problema e Conte verrebbe prosciolto con simili accuse presentate in modo così ridicolo. Ma abbiamo ormai la certezza che il sistema messo in piedi dalla Figc e dal Coni sia a dir poco marcio e in malafede, quindi aspettiamoci di tutto, come le parole di Petrucci che si è dimostrato subito pronto ad attaccare la Juve e a difendere le nefandezze di Abete, Palazzi, Sandulli e compagnia bella.
Aspettiamo e lottiamo, uniti, fino alla fine.

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