Menu Chiudi

Le mosse della Juve, fra budget e sogni

C’è da costruire una Juve forte. Anzi no: c’è da continuare a costruire una Juve forte.

Advertisment

Evidente il salto di qualità imposto da Antonio Conte, capace di rigenerare gente che sembrava non all’altezza della Juve (leggi Bonucci e De Ceglie e Pepe) e di ottenere il massimo da gente al primo anno di Juve (leggi Lichtsteiner, Vidal, Giaccherini, Vucinic). Al primo anno ha centrato uno scudetto da imbattuto e una finale di Coppa Italia persa per eccessivo godimento. Ad agosto ci sarà un’altra finale da giocare, per un trofeo che manca da un po’ di tempo: la Supercoppa Italiana. Vincere aiuta a vincere.

E perciò la Juve si ripresenta sul mercato con un appeal incredibile. La stagione appena terminata ha rilanciato un marchio e una storia mai veramente scalfite dai finti scoop e dalle campagne di certa stampa italiana. Scudetto a parte, è lo stesso Conte uno dei biglietti da visita vincenti in mano a Marotta. Il suo progetto di gioco, la sua filosofia che impone il possesso della palla e un gioco spettacolare e remunerativo (per chi ama inserirsi, come i centrocampisti, e i per i talenti del pallone, come Vucinic) ingolosiscono i big. E i soldi diventano un problema secondario.

Advertisment

In realtà l’ultima frase è vera solo in parte. Club come Arsenal e Real Madrid non sono vetrine semplici, così come non sarà semplice trattare con un tipo come De Laurentiis. Per non parlare di Pozzo, ormai un maestro nel vendere i migliori prodotti friulani. Ma la Juve ha l’obbligo di provarci.

I conti in tasca al club bianconero sono difficili da fare. Ok il marchio Jeep, ok un ritrovato feeling con la Famiglia, ma le gestioni insensate dei precedenti anni impongono un minimo di prudenza. L’affare del top player è primario a livello mediatico, ma soprattutto a livello di sostanza: la mancanza di un top player quest’anno si è sentita, soprattutto in attacco e quindi la Società farà uno sforzo. Sforzo che non fa rima con pazzia. D’altronde lo stesso Moggi ha insegnato come si gestisce al meglio un’azienda di calcio. Questo per dire che il colpo da 90 milioni di euro la Juve non lo farà. Non riuscirà a fare nemmeno quello da 40 come qualche giornale scrive. Ragioni di bilancio, ragioni di un rafforzamento che necessariamente prevede l’innesto di almeno 3 pedine.

Ecco il fiume di sondaggi e incontri dei vari Paratici e Marotta con le dirigenze dei club e con chi cura le procure dei vari Van Persie e Higuain e Cavani e Asamoah. La certezza, al contrario dell’anno scorso, è che uno fra i nomi grossi in attacco arriverà di sicuro. C’è da aspettare che passi in fretta questa vergognosa gogna mediatica e l’avvicinarsi del ritiro estivo. La speranza di chiudere il grande colpo prima degli Europei sta sfumando, con tutti i rischi del caso. Da parte nostra resta la grande fiducia nella dirigenza e nel peso di Conte nelle scelte di mercato.

Advertisment