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Le richieste dei PM per Calciopoli: ma è uno scherzo? E questi 2 anni di Processo dove li mettiamo?

Comincio subito dalla conclusione: o questi PM decidono di dimettersi o questo Paese non cambierà mai.

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Perché delle due l’una: o mostrano gravi lacune professionali, e questo è male, o dimostrano malafede, e questo è peggio!

Un disco rotto. Una sorta di lettura asettica di un ritornello che non fa più ridere, figuriamoci se fa effetto. Una cantilena disgustosa e che sa di una volgare presa per i fondelli per tutti i cittadini italiani.

Ma chissà cosa avranno combinato negli altri processi in cui sono stati impiegati Capuano e Narducci, e lo dico da cittadino italiano che ha ancora qualche speranza che quella frase, “La legge è uguale per tutti”, risulta alla fine vera, quanto meno verosimile. Ma niente, è solo un mio sogno infranto.

I PM sono alla conclusione del loro lavoro. Ma in queste ultime uscite sembrano aver dimenticato quanto accaduto a Napoli davanti al Giudice Casoria. Sembra, cioè, che gli oltre 100 testimoni e le numerose prove portate dalla difesa, nonché delle presunte prove d’attacco portate dai PM rivelatesi poi vane e addirittura di segno contrario all’accusa medesima… beh sembra che tutto ciò sia stato cancellato.

Soprattutto oggi Capuano è parso visibilmente in difficoltà, preso come era a leggere un copione che non funziona più.

Capuano porta in aula ben 30 frodi sportive a carico degli imputati.

Riparla di telefonate trite e ritrite, salvo dimenticarsi che Prioreschi ha portato a conoscenza del pubblico e della corte ben altre telefonate, molto gravi e alcune anche di gravità superiore a quelle imputate a Moggi.

Capuano torna a parlare di partite che sono state ridicolarizzate in aula e dimentica le numerose testimonianze che hanno SEMPRE scagionato gli imputati.

Capuano dimentica la posizione ambigua di Nucini, portato ancora una volta come teste chiave, come se la figuraccia, poi ripetuta, è stata solo una scenetta comica per divertire il pubblico.

Capuano parla ancora di Lecce-Parma e poi tira in ballo altre partite. A metà discorso perfino Narducci abbandona l’aula: forse è troppo anche per lui! Troppo ridicolo!

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Capuano mostra un’illogica ricostruzione della figura di De Santis che sarebbe membro della Cupola: prima è partecipe, poi è contro, poi reintegrato. Entra ed esce come se niente fosse, come un gioco di magia mal riuscito.

Capuano torna a parlare delle ammonizioni preventive, salvo dimenticare l’effettiva utilità di TUTTE le ammonizioni che non hanno certo favorito la Juve. Basterebbe leggere i dati, ma dimentica di farlo. Dimentica inoltre di formulare la prova di quanto sta dicendo. Ma tant’é, il canovaccio è questo!

Capuano parla dei presunti regali di Moggi sui quali esistono molti dubbi circa l’esistenza degli stessi. Mentre Capuano dimentica di citare altri regali della cui esistenza invece abbiamo più di una prova.

Capuano parla di griglia, ma dimentica le telefonate di Facchetti e Moratti.

Capuano parla di designazioni, ma dimentica le testimonianze in studio di avvocati, notai, giornalisti e dirigenti.

Capuano dimentica Galliani e Meani.

Capuano dimentica le figuracce di Gianfelice Facchetti e Nucini in aula.

Capuano dimentica un sacco di cose insomma.

Alla fine ecco la sorpresona. Sì perché dopo ore e ore di parlare si dovrebbero formulare richieste in stile Bin Laden e Al Qaeda. Invece… per Moggi sono stati richiesti 5 anni e 8 mesi. Il Processo GEA sembra non contare.

Capuano ha dimenticato però la richiesta più importante, era su un post it della sua cartellina: Juventus in Serie B con 17 punti di penalizzazione. E lo scudetto del 1985 da cucire sulla maglia di Moratti!

Amen

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