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Le Stra…brutte figure dell’ultima giornata di campionato

La Juve allunga e le altre arrancano. Tutte, tranne un Montella strepitoso e Damato (leggi Milan). A parte loro tre, poi il buio assoluto. Buio che comincia a pesare sulle spalle degli avversari che non trovano la via di uscita a un rosicare continuo e molesto. E qui ci sono già un paio di novità.

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Intanto la FIGC si è esposta: difende Damato con forza, non emetterà punizione sull’operato fasullo dell’arbitro di Genoa-Milan, confermando da che parte sta e qual é il progetto in favore di Silvio Berlusconi. Complimenti!

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L’esposizione è poi ancora più netta perché da oggi – chi vuole scommettere… oltre Mauri della Lazio? – Conte torna nel mirino di Palazzi. Da Perinetti a Kutuzov a un’altra decina di testimonianze che scagionano in modo preciso Conte (compreso Stellini): ma il progetto della FIGC è eliminare la Juve, indebolirla magari, in versione Farsopoli. Ciò significa attaccare mediaticamente la Juve in modo da sfinire l’opinione pubblica e costringere qualche altra Procura a sprigionare tutto il sentimento antijuventino d’Italia condannando in qualche modo Conte e la Juve. La prima volta, facciamo notare, non solo non è servito, ma ha pure generato più forza all’interno del gruppo. Adesso sono 9 punti, il prossimo anno, Marotta permettendo, rischiano di essere molti di più.

La palma di miglior comico spetta comunque a Mazzarri. Avrei accettato una dichiarazione del tipo “puntiamo alla zona Champions”, ma una frase così costruita “l’obiettivo era arrivare fra i primi cinque” è da manicomio. Gesto di ordinaria follia perché in un colpo solo, dovesse scappare il terzo posto, rischierebbe di ridimensionare tutto l’intero movimento partenopeo. Col fuggi-fuggi generale di giocatori. Che il Napoli sia in crisi è evidente dall’atteggiamento dei suoi stessi tifosi: ecco il motivo di quello striscione esposto a Torino ieri pomeriggio. Nulla di razzista come per esempio il “Platini maiale” apparso in mano ai tifosi laziali. Eppure pure lo Stadium oggi è sotto inchiesta e si punterà alla squalifica del campo.

Molto più sincero Stramaccioni che stavolta non ha tirato fuori dal cilindro nessuna battuta. Poco da ridere dopo due figuracce che sottolineano l’assenza di progetto. Decidono gli argentini: quando entrare, quando uscire, quando giocare. Nessuna innovazione tattica da uno che ha allenato i ragazzini. Solo una caricatura continua delle TV e dei giornali che rischia di bruciare un potenziale buon allenatore. L’alibi stavolta è l’Europe League: tranquillo Strama, fra poco è finita. Così sembra.

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