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Le ultime da casa Juve

A me questo modo di lavorare piace. Mi ridà entusiasmo, una certa dignità di tifoso. Ieri è stata una delle giornate più lunghe per il Presidente Andrea Agnelli. Summit mattutino con Marotta, quindi al pomeriggio giro di telefonate, e per finire la sera un colloquio telefonico per capire gli incontri e le trattative a che punto stanno. Pare chiaro a tutti che Del Neri vuole una squadra equilibrata, senza grossi punti interrogativi negli undici, con esterni e gente motivata, fresca e vogliosa di Juve.

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Fatto Pepe, serve ora un’accelerata generale. Occorre evitare di andare allo scontro diretto o partecipare a delle aste da cui saremmo subito tagliati fuori. Lo sa bene Marotta, lo sa ancora meglio Andrea Agnelli che ha visto da vicino un certo Luciano Moggi condurre parecchie trattative.

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In questo quadro si inserisce l’incontro con l’agente FIFA che sta curando i rapporti col CSKA di Mosca. Obiettivo Krasic, col quale è stata già raggiunta l’intesa sul contratto. L’esplicita esposizione ai media russi del giocatore fa sperare bene. In fondo, la Juve, questa Juve, non rischierebbe di perdere un simile esterno per 1 milione di euro. Fatto sta che dai poco meno di 20 prospettati dal procuratore del serbo si è passati in fretta a 12, forse 13, massimo 14. E’ il colpo alla Marotta, mi piacerebbe che sia soltanto il primo. E voglio attribuirlo proprio a lui, al nuovo Direttore Generale. Per confermare la mia più totale fiducia nell’operato dei nuovi dirigenti, nonostante, come normale che sia, su qualche nome non mi trovano d’accordo. Ma sono semplicemente 1 fra 16 milioni. E il bello del calcio è proprio la tremenda diversa visione che ognuno di noi ha su questo o quel giocatore, su questo o quel modulo e via così.

Se Krasic rientra fra i colpi interessanti, Dzeko potrebbe essere l’asso nella manica. Il colpo a sorpresa, il botto col quale Andrea Agnelli si presenterebbe nella maniera migliore al suo primo mese di vera Juve. Non è un discorso mediatico, è semplicemente tecnico. Edin Dzeko è l’uomo che serve alla Juve. E’ l’attaccante che non abbiamo avuto perché Amauri ha deciso di pensionarsi. Perché Trezeguet ha terminato il ciclo (pare per volere altrui) e perché Iaquinta non è un bomber da 20 gol a stagione. E Del Piero ha 36 anni, nonostante la classe immensa e inarrivabile. Arrivare a Dzeko non è facile e non sarà nemmeno possibile, forse. Ma il fatto di vagliare ogni mossa possibile, senza svenarsi è quanto meno apprezzabile. Conferma anche la sciagurata gestione tecnico-economica dei vari Blanc e  Secco.

Prossime mosse? L’intricata questione che riguarda Bonucci, quindi Criscito, e poi Motta. Infine Caceres per il quale Marotta sta tentando di rinnovare il prestito oneroso (a 4 milioni di euro) con diritto di riscatto. Una sorta di pre-acquisto in modo da tenere caldi un po’ di liquidi per altri affari. Buon lavoro, Direttore!

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