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Lech-Juventus 1-1 Essere o non essere incazzati

Essere o non essere incazzati… questo è il problema. Da parte mia il problema è di facile risoluzione. Nella vita puoi sempre scegliere due strade di fronte a una vittoria o a una sconfitta: perché è successo o scegliere qualcuno cui dare la colpa. Io preferisco sempre optare per la prima strada. E così farò nel giorno dell’eliminazione della Juve dall’Europe League, che definirla modesta è una volgarità nei confronti di chi questa coppa l’ha vinta.

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La Juve esce perché si è dimostrata timida e per niente coinvolta dalla Coppa. L’atteggiamento tenuto il giovedì sera (anche se ieri era mercoledì) e l’atteggiamento della domenica di campionato sono due modi distinti di concepire il calcio. Il primo non è da Juve, il secondo sì. E infatti in Europa sono arrivati 5 pareggi su 5, mentre in Campionato Del Neri ha potuto sperimentare e contare su un certo tipo di gioco.

Posto che la delusione è alta, conviene pure cominciare a pensare che l’eliminazione sia benefica per il prosieguo della stagione. Allenarsa con costanza e tranquillità evitando trasferte, viaggi e stress può essere un bene. L’obiettivo primario di questa Juve è l’accesso alla prossima Champions.

La Juve esce perché, oltre che timida, si è rivelata incapace di sostituire due uomini fin qui chiave come Aquilani e Quagliarella. E pensare di vendere Sissoko non è più una pazza idea come poteva apparire qualche mese fa. Momo in mezzo al campo rallenta la manovra e non offre qualità. Marchisio ha retto bene, ma non poteva bastare. Senza Aquilani e Melo la Juve perde il 50% della sua pericolosità. Non sa più amministrare palla e non ruggisce a dovere. Servono due piedi deliziosi là in mezzo e sono quelli di Aquilani e Melo. Marotta farà bene a cercare un centrocampista che possa dare fiato a uno dei due senza perdere troppa qualità e competitività.

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La Juve esce perché la presenza in campo di Quagliarella è determinante per il movimento collettivo della Juve. Del Piero sta tirando il fiato e vorrei vedere se qualcuno possa azzardare a criticarlo. Per 19-partite-19 ha tenuto una media voto superiore al 7, adesso ci sta un po’ di stanchezza. E non c’è il sostituto. Iaquinta è troppo isolato senza Quagliarella e comunque non gli si può rimproverare nulla.

La Juve esce perché gli esterni hanno praticamente fallito. Traoré sta cominciando adesso ad assaporare corsa e pallone. Sembra avere potenzialità dalla metà campo in su, ma in fase difensiva pecca. Considerando che ieri non aveva contro un fenomeno, si è difeso bene, ma in Serie A potrebbe non bastare. Comunque non possiamo fare altro che aspettarlo ancora un po’. Giusto un po’! Tanto c’è Grosso che a questo punto diventa fondamentale. Pepe è tornato a buoni livelli, Krasic è semplicemente bestiale, ma oltre loro non c’è più nessuno. Timido, troppo timido, poco incisivo Lanzafame. Mi aspettavo moltissimo, anche più minuti in campo. Viene da un infortunio, ma il suo apporto non può risolversi nel precampionato.

La Juve esce perché a -12 gradi io non mi alzo nemmeno dal letto per fare pipì. Io non so come funzionano le regole, ma con la tuta termica, il caffé all’intervallo e il nevischio… non credo siano le condizioni ideali per giocare una partita di pallone. E non perché rischi di perdere o pareggiare o pure vincere, ma proprio per lo spettacolo. La Juve ci ha provato, ma l’UEFA si è divertita. Contenti loro. Rispettiamo la scelta e se la fortuna ci avesse dato una mano oggi staremmo qui a parlare di impresa nell’impresa nella neve.

Ora sotto col mercato, che paradossalmente può attendere. Sì perché a destra ieri ha giocato una partita mostruosa Camilleri. Appare un ragazzotto smaliziato, pronto alla battaglia, che non tira indietro il piedino e che tecnicamente si è dimostrato molto coraggioso impostando e talvolta rischiando il dribbling. Lui e Sorensen andrebbero tenuti d’occhio perché non necessariamente occorre spendere milioni di euro in giro per l’Europa per trovare un campioncino.

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