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Lettera aperta a Carlo Pallavicino

Gentilissimo procuratore Carlo,

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sa, l’eleganza è mestiere di pochi. Noi bianconeri accostiamo solitamente questa parola a un solo nome: Gianni Agnelli, l’Avvocato dell’Eleganza. Che gran persona. E che grande senso dell’ironia che aveva. Le sue battute sono memorabili: pungenti, anche cattive, sempre precise e puntuali, mai volgari né fuori luogo.

Perciò fatichiamo molto a comprendere il suo senso dell’eleganza. Occhio al fegato: rosicando così rischia di mandare all’aria il suo dubbio mestiere. Mi scusi per il “dubbio”, ma è un mio pensiero personale: avete rovinato il calcio con la vostra ingordigia di danaro, e avete pure rovinato tanti bravi ragazzi che forse volevano solo giocare a calcio. Ma non è questo il punto.

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Lei è una persona, giocoforza, lo so questo Mondo non è dei giusti, molto popolare e con una funzione pubblica, pur discutibile che sia. E come tale dovrebbe sempre pesare le frasi: le cazzate e le michiate se le risparmi per il suo privato, al bar con gli amici o a casa. Le cazzate e le minchiate se le risparmi per sé: meglio tacere per non dare conferma del proprio stato mentale. O almeno cerchi di essere divertente!

Tifiamo tutti, siamo qui apposta. Mi domando perciò cosa si aspettava dai suoi tweets: plauso, un ricambio di ironia? Voleva sentirsi bello? Forse troppo trascurato? Forse che qualche progetto web è naufragato perché nessuno l’ha cagata? In Italia ormai è prassi: fare gossip, fare rumore, rischiare di infangare quel minimo di dignità che abbiamo dalla nascita pur di conquistare i 5 minuti di gloria.

Sempre che questa la si possa chiamare gloria…

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