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Lettera aperta a Borja Valero

Caro Valero Iglesias Borja, non te la prendere. Non ne vale la pena.

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Vieni da una nazione che ha fatto ed ancora fa la storia dello sport mondiale. Sei nato a Madrid, una delle più importanti e belle città del mondo. Sei cresciuto nelle giovanili di una società che è un mito del calcio, il Real Madrid.

Nonostante le tue indubbie doti calcistiche, sia tecniche che tattiche, sei stato costretto a cercare gloria all’estero: a 23 anni al West Bromwich in Inghilterra, a 27 alla Fiorentina.

Ti hanno convinto con un buon ingaggio, con la garanzia che il calcio di Montella si adatta alle tue caratteristiche di fine palleggiatore, con la possibilità di indossare i mocassini Tod’s di Della Valle, con l’opportunità di abitare in una delle città più straordinarie per storia, cultura e bellezza: Firenze.

Ma non ti avevano spiegato cos’è il tifo dei fiorentini. Hai già giocato, tra l’altro molto bene, più di metà campionato, per cui di sicuro un’idea di quel tifo te l’eri già fatta. Ma sabato sera qualcuno ha pensato bene di spiegartelo meglio.

Emanuele Viviano, gigante di Fiesole, incapace di fermare i tiri di Vucinic e Matri, è stato invece capace di interferire con la tua libertà di esprimere i sentimenti di stima verso un calciatore della squadra avversaria.

Cosa ne sa Viviano del culto del bel gioco che avete voi nati a Madrid? Non sa che avete criticato Capello e Mourinho perché vincitori della Lega senza esprimere un bel calcio? Non ha mai visto in allenamento con quale tecnica, classe ed eleganza dai del tu al pallone?

Pensavi di essere capitato in una squadra che vuole dare spettacolo in una città in grado di apprezzare quello spettacolo.

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Montella sicuramente vuole quel tipo di calcio. Sulla capacità dei tifosi di apprezzare il bel calcio, da qualunque parte venga, ti hanno ingannato.

Viviano è un ultrà del tifo viola. Non ha tollerato che tu potessi avere ammirazione nei confronti dello straordinario regista della Juventus, Andrea Pirlo. Senza chiederti o dirti nulla ti ha tolto la maglietta di Pirlo da dosso e l’ha gettata, schifato, a terra. Ha poi detto che l’ha fatto per rispetto della curva viola.

E rispetto di te, dei tuoi pensieri, dei tuoi sentimenti e del tuo modo d’agire? Quello non ce l’ha avuto. E non ha capito la gravità del suo gesto neanche a mente fredda. Né la Fiorentinaha avuto l’intelligenza di stigmatizzarne il comportamento. E perciò anche la Fiorentina ti ha mancato di rispetto.

Firenze, culla della civiltà e della cultura, non concede ai propri calciatori la libertà di pensiero. Né li difende da aggressioni. Perché Viviano ha aggredito la parte più intima del tuo animo.

Non te la prendere Valero Iglesias. Tu hai raccolto la maglietta e te la sei portata a casa come un ricordo da custodire gelosamente. Perché sei uno sportivo vero che sa riconoscere e stimare il fuoriclasse, dovunque e per chiunque giochi.

Viviano è tifoso. Fiorentino. Antijuventino.

Ora sai dove sei capitato.

Ma non te la prendere. O impareranno ad avere rispetto di te o impareranno a fare a meno di te. Dopo tutto quello che hai fatto vedere sul campo, avrai sicuramente tantissime grandi squadre pronte a proporti un altro contratto.

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