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Lettera aperta: caro Andrea Agnelli, ecco cosa non è negoziabile

AVVISO: chi è d’accordo con noi e con questa lettera è pregato di lasciare un commento. Vogliamo farla arrivare al destinatario, ma ci servono quante più firme possibili. E vi preghiamo di farla girare attraverso i soliti canali: blog, forum, social media. Per il bene della Juve e dei suoi veri tifosi.

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Caro Andrea Agnelli,

in questo blog ti abbiamo accolto come una specie di messia. Ci credevamo, crediamo e crederemo ancora in te. Forse perché convinti che non tutto quanto fatto dipende esclusivamente dalla tua volontà e dal tuo essere bianconero. Ci sono cose più grandi di te, come la famiglia (sì, con la “f” minuscola perché non meritano alcun rispetto né stima). Il cugino, la zia, l’Avvocato dell’Avvocato, quello delle case, quello dell’Ifil. Nessuno lì in mezzo che abbia capito cosa sia effettivamente la Juve. Noi sappiamo cosa è la Juve, siamo anzi gli ultimi e unici depositari del vero significato della parola Juventus.

E allora ci permettiamo di scriverti una semplice, semplicissima lettera.

Siamo stanchi e stufi di dover difenderci. Da soli, contro tutto e tutti: noi sì, contro tutto e tutti, noi sì davvero da soli! Abbiamo pochi e scarsi strumenti: qualche blog, qualche account sui social media, pochi soldi, nessun canale televisivo, nessun giornale. Però siamo contenti così: non abbiamo padroni, siamo liberi. Un’esperienza unica. E dall’alto di questa libertà ti chiediamo soltanto un paio di cose. Se vogliamo proseguire questo percorso di rinascita assieme, allora ci sono giusto un paio di cose che per noi non sono più negoziabili e per le quali siamo disposti ad azioni anche pesanti, anche molto pesanti.

L’onore della Juve e degli juventini non è negoziobile. Non è barattabile, non ha un prezzo né una scadenza. Tale onore va rispettato, condiviso e soprattutto protetto. Ce ne infischiamo dell’Italia e del sistema della giustizia sportiva, degli atteggiamenti mafiosi di certi tipi (siano presidenti o dirigenti o magistrati) e della subcultura tutta italiana per cui la Juve è la discarica delle loro tristi vite.

E poiché non vediamo, né ora né in futuro, tale rispetto… allora è bene prendercelo da noi.

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La Società ci è molto lontana, quasi nemica in questi giorni. Il silenzio assordante sulla vicenda calcioscommesse, rotto soltanto in quella breve parentesi della presentazione delle maglie e in quella conferenza stampa di qualche minuto, si è rivelato veramente vuoto di significato. Che poi ci accorgiamo solamente adesso di essere stati presi in giro: confidavamo in quelle parole che sono state puntualmente smentite dai fatti. “Non vi lasciamo da soli”? Peggio: ci avete tradito, e avete tradito l’uomo che ha permesso la rinascita bianconera, juventino che più juventino non si può e cioè Antonio Conte. Vorremmo davvero aprire un canale personale e diretto col Mister per conoscere le sue sensazioni in questo momento: sappiamo chi è Antonio Conte, ma questo “sapere” viene spazzato da un patteggiamento assurdo. Non ne capiamo le ragioni, non lo accettiamo.

Poteva essere il momento di cambiare le cose, dopo quel 2006. Potevamo realmente cambiare le cose perché vi erano tutti i presupposti: una farsa vergognosa, personaggi molto più deboli rispetto al 2006, 14 milioni di persone veramente incazzate e ormai pronte a tutte, e un futuro che può essere nostro e solo nostro.

Invece ci avete tradito. Patteggiate? Bene, non faremo mancare il nostro sostegno, almeno limitatamente alle questioni di campo dove i ragazzi vanno difesi, sostenuti, incoraggiati, spronati. E siamo pronti a farlo: siamo qui, vivi più che mai e orgogliosi della Juve in campo. Ma ci sono giusto un paio di cose non negoziabili. Venendo a mancare queste condizioni, caro Andrea Agnelli, è molto probabile che l’atteggiamento granitico e protettivo dei tifosi (parte, tutti, difficilmente nessuno) possa sgretolarsi e per voi saranno guai amari. Ecco le condizioni non negoziabili:

  1. a che punto stiamo con la battaglia legale per i due scudetti? Devono tornare indietro perché lo impone la logica e perfino la Giustizia dopo quanto emerso a Napoli e al Processo Telecom? Dobbiamo necessariamente sapere e abbiamo paura che nulla è stato fatto o preparato. Abbiamo veramente paura che ci sia stata propinata una scusa come le altre per nascondere l’essere immobili. Non possiamo evidentemente accettarlo;
  2. a che punto stiamo con la battaglia per riaprire Calciopoli? All’estero esiste un Tribunale che potrebbe permettere di far luce sullo scandalo più assurdo nella storia di questo Paese e non c’è prescrizione per continuare a stare in silenzio. Vogliamo conoscere esattamente quali sono le mosse della Società: fino ad adesso non ci abbiamo capito nulla e, di certo, nulla non si può fare ancora;
  3. via i giocatori dalla Nazionale, che Nazionale più non è. Fino a quando la Juve serviva è stata usata dalla FIGC ed è stata spremuta: Bonucci, Chiellini (costretto a saltare la preparazione per la cattiva gestione medica, manco fosse un cane qualsiasi), Barzagli, Pirlo, Marchisio, le idee di Conte che Prandelli ha tentato spudoratamente di copiare. Noi non finanziamo tecnicamente questa Federazione che Federazione più non è. Nessun juventino deve andare più in Nazionale fino a quando saremo trattati in questo modo. Siamo pronti pure a bloccare i cancelli quando usciranno le convocazioni fra tre settimane e poi a settembre. E questo, ripetiamo, non è un punto negoziabile. Con la Juve in Nazionale siamo pronti a disertare e a darvi, stavolta sì, battaglia. L’onore della Juve non può essere sporcato con un azzurro che profuma di fango;
  4. nessun contributo alla TV che più di tutti ci infanga. La TV del patron rossonero: niente interviste. Che la Juve si doti di un canale tutto suo: siamo in 14 milioni pronti a pagare un abbonamento per sostenere la Società. E i tempi tecnologici sono maturi per permettere ai tifosi di essere più vicini alla Juve grazie alla rete. Siamo soli e dobbiamo pure sorbirci il falso moralismo e il giornalismo mafioso propinatoci da Mediaset & Compari;
  5. nessun contributo alla Gazzetta: ancora molti juventini la comprano e andrebbero giustamente informati del modo in cui vengono puntualmente raggirati da quelle pagine. Vergogna, siete complici del sistema che ci sta distruggendo;
  6. nessun affare con le milanesi: guai a Marotta se proverà a cedere Matri al Milan o Quagliarella all’Inter.

Questi punti non sono negoziabili perché rappresentano una vera reazione contro quanto ci sta capitando. Ci sta capitando ancora. Una reazione perché non abbia più a ripetersi un’altra farsa.

Caro Andrea Agnelli, decida: o con la Juve o contro la Juve. In ogni caso sappia assumersi le responsabilità della scelta. Noi la scelta l’abbiamo fatta da tempo: non la rinneghiamo, anzi siamo pronti a rafforzare quella scelta. Siamo orgogliosi di aver scelto la Juve e lo saremo per sempre. Non possiamo però sostenere e appoggiare una Società che ci volta le spalle, ci raggira e che risulta molto poco trasparente nei confronti delle uniche persone cui deve delle risposte: NOI, i tifosi, i tifosi che ci mettono cuore e anima, e pure soldi. Il sold out allo Juventus Stadium, caro Andrea ti avvertiamo, potrebbe rivelarsi il più grosso nemico per voi tutti.

Siamo al fianco dei ragazzi, ma per il bene della Juve siamo pronti a scelte impopolari e molto pesanti. Caro Andrea, per noi sei l’uomo del futuro e del presente, ma potresti diventare presto uno della famiglia (con la “f” sempre minuscola). Che la Juve venga via da quella sorta di gabbia che è l’Exor e vada avanti con le proprie forze. Giraudo e Moggi, a suo tempo, studiarono un piano per rendere autonoma la Juve. Ci avevano visto lungo: ci stanno divorando dall’interno e dall’interno nacque in parte Calciopoli.

Concludendo: caro Andrea Agnelli, decida e decida in fretta. O con noi e la Juve, o contro di noi e contro la Juve. In mezzo proprio non si può più stare.

AVVISO: chi è d’accordo con noi e con questa lettera è pregato di lasciare un commento. Vogliamo farla arrivare al destinatario, ma ci servono quante più firme possibili.

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