Da una parte ManUTD e Torino, dall’altra Vidal e Quagliarella. Sembrerebbe un accostamento esagerato, ma nei concetti non lo è. Adesso che un po’ di strada è stata fatta per il mercato in entrata, dopo aver intascato, diventa fondamentale vendere e non sbagliare la mossa.

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Arturo Vidal è incedibile. Il guerriero cileno è uno di quei giocatori di cui è impossibile privarsi. Un jolly, un fenomeno. Il ManUTD vorrebbe acquistarlo e si mormora di offerte superiori ai 40 milioni di euro. Guardando ai 50 di David Luiz, verrebbe da pensare che Vidal ne vale almeno il doppio. In ogni caso è importante resistere perché un sostituto di Vidal non ce l’abbiamo e non esiste. E per puntare all’Europa uno come Vidal serve eccome.

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Ma la Juve è veramente in grado di resistere? La paura dei tifosi è che si assecondi più il bilancio che la ragione tecnica, e diventa anche arduo capire quale delle due cose sia effettivamente necessaria.

La carta di Quagliarella, viceversa, riguarda quelle vendite che alleggeriscono il monte stipend e liberano un posto in rosa. Ma vale davvero 4 milioni di euro? Quanto Peluso al Sassuolo? O qualcuno sta sbagliando cifra? Lo vuole il Torino, che però vorrebbe anche che i bianconeri partecipassero al suo stipendio: grazie, se non potete, evitate di sognare. Lo vuole il Verona, che avrebbe lo stesso problema di pagarne l’ingaggio, tranne che qui il discorso si fa interessante sul fronte Iturbe.

E veniamo appunto all’argentino. Andasse in porto, sarebbe l’acquisto più oneroso dell’era Agnelli. 25 milioni per un esterno d’attacco che avrebbe spazio nel 4-3-3 ipotetico di Conte. Non crediamo al 3-3-4 perché la logica impone prudenza. Li vale tutti? O la sua valutazione è gonfiata? Ha disputato certo un buon campionato, ma a tal punto da valere 30 milioni di euro? Si chiamasse Ilturbo anziché Iturbe?

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