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L’importanza del blocco Juve in Nazionale

Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli…: questi nomi, scanditi in questo ordine, resteranno impressi nella memoria degli italiani, di coloro che amano il calcio e la nazionale. Quasi una filastrocca che è rimasta nella mente di tutti gli appassionati, che hanno gioito e sofferto per l’Italia: insomma, è leggenda!

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Cosa hanno in comune? Sono tutti giocatori della Juventus. Storicamente il rapporto Nazionale – Juventus è sempre stato molto positivo: la Nazionale è sempre stata composta da tanti bianconeri, a partire dalla Nazionale degli anni ’30, la “NazioJuve” che poteva contare su nove bianconeri (in 22 convocati!). La tradizione si rinnova negli anni ’50, e a partire dagli anni ’70 viene coniata l’espressione “Blocco Juve”: nove bianconeri nell’undici titolare della Nazionale ai mondiali del ’78, e fu una delle nazionali più belle e spettacolari, il preludio al trionfo dell’82! Infatti proprio in quel mondiale spagnolo la formazione citata a inizio articolo divenne leggenda: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi erano titolari. Passando poi per Roberto Baggio, Gianluca Vialli, Salvatore Schillaci, Stefano Tacconi, Angelo Peruzzi, Antonio Conte, Ciro Ferrara: protagonisti degli anni ’90 con i colori azzurri.

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Il trionfo di Germania 2006 porta ancora la firma bianconera: 5 bianconeri, e ben 8 giocarono la finale tra Francia e Italia (un record mondiale!). Insomma, da sempre un rapporto strettissimo tra la Juve e l’Italia. E lo dimostra anche il fatto che oggi abbiamo aspettato prima Chiellini, infortunatosi nell’ultima di campionato, poi Barzagli, che si è fatto male a pochi giorni dall’ inizio dell’Europeo. Entrambi fondamentali, anche se il Chiello si è fatto di nuovo male. Lo dimostra il fatto che lo spirito Juve è presente, con Bonucci che ha fatto scivolare tutte le critiche sulle sue prestazioni, con Buffon che ci mette la faccia, come sempre, con Giaccherini, simbolo della Juventus operaia, con Pirlo, umile genio e mente di questa Italia, delizioso con quel cucchiaio contro l’Inghilterra: in quel momento tutti i tifosi delle altre squadre ce lo hanno invidiato.

Lo dimostra ancora il fatto che, quando ci siamo trovati in difficoltà dopo la batosta con la Russia, Prandelli si è affidato al modulo che ha fatto Antonio Conte, il 3-5-2, con la difesa della Juventus. Una presenza, quella bianconera, costante, preziosa e vitale per i successi di questa nazionale, a dispetto di tutti i tifosi delle altre squadre, che non vedono mai di buon occhio i calciatori della Juventus, nemmeno in nazionale: e provano tanta invidia. E questa è una doppia rivincita, perchè per esultare devono ringraziare sempre e comunque i nostri bianconeri. Chiudo con una bellissima espressione di Marino Bartoletti: “quando sta bene la Juve, sta bene tutto il calcio italiano”

Nota: l’immagine è una gentile concessione di @iosonojuventino92!

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