La Juve passa a Lione col cuore e con i nervi. Gambe ancora imballate, idee annebbiate, ma c’è la scossa data dagli ingressi di Vucinic e Giovinco che potrebbero rivelarsi le armi preziose per il finale di stagione.

Advertisment

La vivacità del talento di Beinasco e la voglia di Mirko hanno dato maggiore forza alla Juve, e questo deve far riflettere Conte sulle gerarchie da qui a fine stagione. Con Llorente spompato (ieri a riposo) e Osvaldo che di fatto sta deludendo le attese, e un Tevez da proteggere dall’usura, Vucinic e Giovinco potrebbero davvero essere le soluzioni per le partite che restano.

Sia inteso che il Lione è stato davvero poca roba. Con una marcatura asfissiante su Pirlo e scarsa vena offensiva, la Juve ha rischiato poco, ma ha rischiato. Pungendo però poco, il che preoccupa. Il giusto, come ha detto Buffon, ma preoccupa. Stanchezza, fisica e mentale, ma anche l’incapacità di cambiare gioco e schemi. A questo Conte deve porre rimedio.

Advertisment

La fotografia del momento Juve è nel primo tempo contro i francesi: Pirlo ingabbiato, Bonucci a impostare, unica scelta il lancio lungo del tutto inefficace. Considerando che l’unico a saltare l’uomo è stato Asamoah, diventa così dura prendere il sopravvento.

Ad attendere Isla si rischia di fallire. Dopo due anni i verdetti sono emessi: serve una rivoluzione sulle fasce. Né Pepe (quanto ci dispiace non averlo avuto) né Isla: a destra serve un’ala vera. Così come a sinistra dove Asamoah non può tirare la carretta per 9 mesi interi.

In ansia per le condizioni di Tevez, occorre un’altra prova di forza contro il Livorno, non già per il livello dell’avversario, ma per scrollarci di dosso i gufi che inneggiano alla crisi e allo scoppio bianconero.

Advertisment