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Lo pseudojuventino Travaglio con la sua onestà a targhe alterne: vergognati!

Leggo oggi su Il Fatto Quotidiano uno strano editoriale di Marco Travaglio.

Il giornalista, o pseudo tale, visti i toni dei suoi editoriali che andrebbero meglio sistemati o solo nella satira o solo nel pezzo giornalistico propriamente detto, si professa juventino, ma a questa tesi non crede nessuno.

Il suo odio verso Moggi parte da lontano e lui, con l’onestà che lo contraddistingue, quale non si sa, si scaglia puntualmente contro la Juve.

E’ strano: lui che professa di seguire e inseguire i fatti e solo i fatti poi, puntualmente, li manipola per bene, evita di dare le notizie, e piazza un pippone vergognoso e molesto su quella che sembra essere una difesa, per amicizia di Peter Gomez, dell’Inter di Moratti. E, direttamente, del Milan di Berlusconi.

Ecco alcuni sconcertanti passaggi di un professionista che non ha mai letto veramente le carte di Calciopoli oppure, molto molto probabile, li ha letti, ma la malafede lungo la quale si muove è così forte da nascondere le conclusioni, limpide e chiare.

Un primo passaggio è il seguente:

Palazzi equipara l’Inter agli altri club puniti per Calciopoli [...] tutti tranne uno, la Juventus di Moggi e Giraudo protagonista di fatti “di differente gravità, protrazione e invasività”, dunque fuori concorso e giustamente retrocessa in Serie B e privata di due scudetti.

Qui Travaglio dimentica parecchie cosette che, lui esperto di diritto e giurisprudenza, dovrebbe invece sottolineare con forza. Peccato, perché tale semplice frase dimostra la sua grande arte manipolatoria di ogni tipo di contenuto. Orecchie tese cari ragazzi, mente sveglia: nessuno prenda per oro colato quanto questo showman-poco-giornalista va raccontando in TV e sui giornali. Tre pesi e tre misure. Travaglio dimentica di giustificare quel “giustamente”. Dimentica per esempio che la Juve non si è potuta difendere e che il Processo del 2006 scricchiola sotto tutti i punti di vista. E’ stato un abominio, e questo lo hanno detto influenti e ben più preparati professionisti del Diritto e della Giurisprudenza. Inoltre Travaglio dimentica di sottolineare quanto effettivamente scrive Palazzi che imputa all’Inter un articolo 6 che alla Juve non è stato poi confermato. Un dettaglio molto importante, anzi focale. Ma tant’é… la malafede è più forte della verità in Travaglio.

Travaglio prosegue nel suo pensiero molto strano e poco corretto:

[...] il pm sportivo ricorda che la sua tesi accusatoria contro Milan, Fiorentina, Lazio e ora Inter è già stata sconfessata dalla Corte Federale secondo cui non basta telefonare ai desginatori per commettere illecito. La qual cosa non è riuscito a provare per nessun club, eccetto la Juve.

Qui siamo proprio alle comiche più totali e vergognose, di quelle che non fanno ridere. Palazzi non è riuscito proprio a dimostrare nulla contro la Juve e il Processo di Napoli non ha nemmeno avuto il bisogno del lavoro dei difensori degli accusati. Sono stati gli stessi testimoni chiave dell’accusa a smascherare la farsa. Perché, questo, Travaglio non lo dice? Probabilmente perché non conosce i fatti e farebbe bene a confessarlo. Basta leggere le deposizioni e fare un facilissimo 2+2 per capire che contro la Juve c’è poca roba. Anche meno roba di quella imputabile a Meani e Facchetti. Ma la malafede è troppo forte, anche più forte della deontologia professionale di un giornalista.

Travaglio prosegue nel suo delirio intellettuale, affermando che:

Già perchè finora hanno parlato solo Palazzi e Moggi con la sua corte di avvocati e giornalisti à la carte.

Travaglio caro, non prova un po’ di vergogna quando scrive queste cose?

Moggi ha uno stuolo di avvocati perché attaccato da ogni parte in modo così feroce e volgare. Sta forse sbagliando a difendersi? Sta forse sbagliando a ristabilire un minimo di verità, seppure scomoda ai suoi occhi in malafede?

Eppoi sono curioso, molto curioso di capire chi sarebbero i giornalisti a favore di Moggi: Travaglio, sta delirando? Sta male, forse? Sui giornali, esclusa la firma di Vaciago e Moretti, non si fa altro che insabbiare. E pure lei Travaglio insabbia e manipola, sempre e solo contro Moggi e la Juve per cui dice di tifare. Giù la maschera, Travaglio: lei non è mai stato uomo di destra, almeno non quanto lei sia mai stato un uomo bianconero.

Altro dettaglio: quando ha parlato Palazzi? Mannaggia, mi sono perso qualche sua dichiarazione? Qualche sua intervista? Ma stiamo ancora scherzando o cerchiamo di fare informazione?

L’ultimo stralcio del suo editoriale che, in realtà, è un pezzo comico è il seguente:

Ora, basta leggere le telefonate di Moggi e Giraudo per notare l’abissale differenza con quelle di Facchetti e Moratti. Ma, anche se fosse vero che l?inter faceva le stesse cose della Juve, non crollerebbe nulla, semmai si aggiungerebbe un’architrave alla Cupola [...]

Qui l’ignoranza regna sovrana. Il Processo GEA ha smontato già la Cupola. Cupola che, peraltro, non si capisce da chi era formata: dagli arbitri no, dai dirigenti federali no, da Bergamo e Pairetto no, da De Santis no, da Carraro no, da Abete no, da Moggi soltanto? Ah no, già: da Moggi e da Giraudo. Una sorta di Cupola a due dimensioni, strana e molto poco solida evidentemente. Ma passiamo questa ignoranza del Signor Travaglio nei confronti dei processi di cui parla.

Perché pure da Napoli la Cupola non solo è stata smontata, ma addirittura è stata dimostrata l’esistenza della vera Cupola del calcio, fra Roma e Milano, cioè con banche e poteri politici e industriali (leggi UniCredit, leggi Telecom, leggi Berlusconi) molto forti.

Ma la cosa più stupefacente resta il fatto che Travaglio proprio non capisce che esiste davvero una abissale differenza fra le telefonate di Moggi e quelle di Facchetti e Moratti. Moggi non parla di regali, nelle 172.000 intercettazioni, da consegnare a Bergamo e Pairetto. Non parla di cene. Moggi conosce griglie e sorteggi addirittura molti minuti dopo rispetto a Facchetti e Meani. Moggi non dice di non ammonire questo o quel giocatore, anche perché basta rileggere i tabellini anche della Cazzetta Rosa per accorgersi che i favoriti, in questa operazione, sono proprio i team romani e milanesi. Moggi non dice di non alzare la bandierina. E Moggi non regala maglia ai guardalinee.

Queste cose Travaglio le conosce? No, assolutamente no. Travaglio parla a vanvera, col suo gusto perverso di straparlare ed elevarsi a membro supremo di una verità che non riesce neppure a sfiorare. O a nascondere bene. Insomma: predica bene e razzola male, malissimo.

Travaglio non conosce le cose e parla. Una sorta di mania italiana. Perché se lui può scrivere un simile editoriale su un giornale con ottima tiratura a livello nazionale… vuol dire che siamo proprio ai minimi termini storici in fatto di equilibrio mentale, di civiltà e intelligenza media.