Allegri non è in discussione, ma la stagione non può essere fallimentare.

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Al di là della solita voglia di vincere sempre, questa Juve non può permettersi di non centrare alcuni semplici obiettivi stagionali, quali i quarti di finale Champions e la qualificazione diretta alla prossima Champions. Per motivi puramente di bilancio e di sponsorship, oltre che puramente sportivo.

Nell’anno del record di fatturato, la campagna di calciomercato non poteva essere sbagliata e invece così sembra. Così come la competitività della rosa non doveva essere messa a rischio, e invece accaduto. Così come sembrava aver riaperto un nuovo ciclo e così non è, a oggi.

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Strategie errate, valutazioni errate. Pogba che non è un leader, Allegri che è in confusione, giovani troppo inesperti, vecchia guardia insufficiente a mantenere inalterato il dominio degli ultimi anni.

Lo scossone del cambio di panchina produrrebbe più problemi che soluzioni, a meno che Allegri non propenda per il suicidio nelle prossime tre partite.

Serve identità, serve ripartire da chi è in grado di dare tanto a questa maglia, e servono intuizioni per raddrizzare una stagione fin qui clamorosamente deficitaria. Serve tutto questo. Serve subito.

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