Ripetiamo per l’ennesima volta: come fai a finire sui giornali, te che altrimenti non verresti cagato mai? Ci scusiamo per la parola “cagato”, ma ci sembra la più efficace per il discorso che affrontiamo di seguito.

Advertisment

Il buon Stefano Maniello (immagino già le vostre facce: e chi è questo?) ha trovato l’argomento giusto per dedicarsi un po’ di articoli sui giornali sportivi. “Lo stile Juve non esiste più” ha constatato dopo la fine della sessione di calciomercato estivo 2013. E’ un dirigente? E’ un allenatore? Chi cavolo è Stefano Maniello e cosa è successo perché esprimesse un parere così profondo?

Stefano Maniello è il presidente della Juve Stabia, la società giallonera con cui la Juve intrattiene rapporti dalla scorsa estate. Così come altre centinaia di società calcistiche sparse l’Italia. Non abbiamo più finte società satelliti come ai tempi di Moggi (e per l’appunto e la cronaca: si faceva così in quel periodo, oggi lo si fa in modo più furbo, leggi Genoa-Milan), ma diverse collaborazioni attive. In pratica: io grande società ho diversi giovani controllati a cui non basta il campionato giovanile, quindi te li presto, me li fai crescere e vediamo che succede.

Nel 2013 il calcio è diventato sempre più business e ogni società fa le sue valutazioni. Con l’avvento di Blanc (unica nota di merito di quella gestione), la Juve si è affacciata all’estero. Diversi club fra Belgio, Francia e Svizzera a cui sono finiti diversi giovani calciatori bianconeri. Prestito o le solite formule che conosciamo. Si monetizza, si fanno crescere i giovani e le società possono comunque trarre vantaggio da simili giovani.

Advertisment

Maniello non ci sta e attacca:

Sul caso Beltrame la Juventus si è comportata malissimo e mi domando ancora dove sia finito il suo stile.

Ricostruire la vicenda è di una semplicità mostruosa. La Juve Stabia ha potuto contare su Branescu e Nocchi provenienti dalla Juve, sempre in prestito. L’accordo parlava anche di un qualche tipo di premio di valorizzazione per la società giallonera. Non conosciamo i termini di questo accordo e non facciamo alcuna ipotesi. Poi si è parlato di Rizzo, altro giovane bianconero, e quindi di Beltrame.

Tranne che su Beltrame si era acceso l’interesse di Cagliari (poi sfumato nell’affare Nainggolan) e del Bari. La Juve ha fatto due conti: prestandolo al Bari si poteva accedere a una qualche opzione su quel settore giovanile o semplicemente si mandava il promettente ragazzo in una piazza più importante. Posto che con la Juve Stabia la Juve non è che ci abbia guadagnato questa immensa valorizzazione giovanile, almeno non ci risulta dagli almanacchi in nostro possesso, non capiamo perché le gerarchie di valori siano cambiate fra Cagliari, Bari e Juve Stabia. E non ci sembra di essere irrispettosi se facciamo notare che prestare un ragazzo a Cagliari (leggi Ekdal) frutta più di un prestito in una piazza di seconda fascia (limitatamente ai ragazzi).

Regole del calciomercato, regole ferree della storia dei campionati. Da qui a parlare di stile ce ne passa. A meno che non si voglia finire a tutti i costi sui giornali…

Advertisment