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L’offesa alla giurisprudenza, l’offesa all’intelligenza umana

L’Italia si sa, è un paese un pò strano. E’ quel paese in cui il Presidente del Consiglio, per sfuggire alle numerose accuse indicibili, si inventa che una minorenne tunisina di bella presenza è la nipote di Mubarak, e, poverina, ha bisogno di protezione. E’ il paese in cui un certo Lusi fa sparire circa 13 milioni di euro dalle casse del partito “La Margherita”, e nessuno ne sa niente, manco fosse il mago Silvan. E’ il paese in cui ti ristrutturano o regalano una casa, a tua insaputa. Oppure il paese in cui un boss, viene sepolto in una delle più importanti chiese della capitale. Come ci è andato a finire, chissà!

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L’Italia è il paese primo in classifica per offesa all’intelligenza umana: primato portato avanti grazie ai politici che ci prendono per il culo ogni giorno. Ma anche grazie a una giustizia che spesso non funziona. E credetemi, sono un profondo estimatore della categoria dei giudici: molti lavorano veramente bene, altri sono collusi semplicemente con poteri più forti di loro. Questo malcostume, questa lacuna che caratterizza l’Italia dalla prima repubblica in poi, si ripercuote un pò in tutti i campi. Ora, tralasciando la politica, è doveroso fare un riferimento alla giustizia sportiva, e ai suoi oscuri meccanismi.

Già con Farsopoli, e lo abbiamo detto mille volte, ma non ci stanchiamo mica, è stata fatta un’offesa alla giurisprudenza, nei suoi elementi essenziali, vitali: un processo farsa, brevissimo (e qui non posso non rammentare  un’altra porcata che la politica voleva fare, ossia il processo breve, seppur in un diverso ma ben più importante settore della giustizia) che ha leso i diritti fondamentali della persona umana, e nello specifico il diritto di difesa di cui all’ art. 24 della Costituzione. Tutte le intercettazioni che non sono state prese in considerazione, sono uscite fuori molto tempo dopo, con in più le scottanti dichiarazioni di Tavaroli nei confronti dei dirigenti interisti. Ma ormai il reato è prescritto, e quindi cosa importa più? Ecco, l’errore più grave, quello che la stampa e le tv fanno continuamente: passata l’ondata, ci si dimentica di tutto, anche di quegli episodi o elementi che, se scoperti molto prima, avrebbero dato un senso diverso a tante storie.

Una giustizia malata, e che è avviata ad una situazione ancora più grave per colpa di giornali e tv asservite ai poteri forti: la cattiva giustizia è spesso frutto della cattiva informazione. Vedi il caso Buffon: se solo avessero fatto una corretta informazione, alla viglia di Spagna-Croazia nessun giocatore croato avrebbe potuto pizzicare Buffon, dicendo che a lui piaceva scommettere. Oppure la disparità riscontrata tra le vicende del 2006, e quelle venute fuori con Tavaroli: allora in prima pagina tutti i giorni, ora dedicano un trafiletto a pagina 12, e devi essere fortunato se riesci a notarlo. Bravi i nostri giornali che, pur di farci la guerra tra noi, ci rendono ridicoli agli occhi del mondo, spargendo falsità a destra e a manca. E così in tutto, anche con farsopoli.

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E così succederà anche con Scommessopoli: è arrivato il deferimento stamattina (ieri, n.d.r.), verso le nove, per Antonio Conte (intanto il Corriere dello Sport aveva già titolato: “Conte a processo”). Ragionando da semplice lettore, non per forza da tecnico del diritto, si evince che la prima grande lacuna è la fondatezza dell’accusa del cosiddetto pentito Carobbio, il quale è invece smentito da circa venti persone. In ogni paese non sarebbe credibile, in Italia invece è considerato la bibbia. Il deferimento inoltre riguarda solo lo staff di Conte, e i tre che volevano truccare le gare, ma non tutti gli altri che avrebbero partecipato alla famosa riunione tecnica. Altra anomalia quindi.

Per il caso Bari, addirittura deferiti 3/4 della difesa barese, a eccezione di Ranocchia. Ulteriore anomalia. Mi chiedo dove siano le prove, e se ci sono quali sono. Non c’è uno straccio, zero. Ora cari amici, dopo quello che avete fatto nel 2006, cosa volete fare di nuovo? Colpire la Juve, quando ormai la forbice del divario con le altre squadre si stava di nuovo allargando a vista d’occhio? Perchè se è così, allora sposo la tesi di De Laurentiis, per la quale è meglio creare una lega europea,  e non giocare più in Italia. La giustizia sportiva, oltre a presentare dei meccanismi particolari, come quello dell’onere della prova che tocca all’incolpato (e che chiaramente complica non poco le cose), è assoggettata allo strano destino di calendari e tempistiche del calcio giocato: significa che bisogna fare tutto in fretta, come fu per farsopoli. Senza quindi curarsi delle garanzie processuali, dei diritti di ognuno: il tutto subordinato a una distorta logica legata ai soldi, alle tv, agli incassi, agli sponsor.

Vogliamo una vera giustizia sportiva? Allora i tempi devono essere quelli giusti, non quelli forzati da meccanismi esterni: fermiamo anche il campionato, ma almeno cerchiamo di arrivare alla verità, quella vera, non quella delle tv e dei giornali. Ma questo in tutto, perchè come detto a inizio articolo, è un malcostume italiano: le tv ci fanno vedere ciò che vogliono loro, i giornali altrettanto. La verità è sempre uccisa, sempre, perchè gli interessi in gioco sono tanti. Io non ho perso la fiducia nella giustizia, e sono convinto che Conte ne uscirà pulito, e soprattutto assolto: perchè l’accusa non ha veramente nulla di fondato.

*Ho smesso di prendere per verità ciò che è scritto sui giornali da quando, su Twitter, ho avuto uno scambio di battute con un giornalista, non dico chi. Lì ho capito che, per quanto si possa essere professionisti ed imparziali, molti tirano l’acqua al proprio mulino, peraltro facendosi scudo del loro titolo per rivendicare una presunta quanto ridicola obiettività.

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