E’ scoppiato il caso Lotito. Meglio: hanno creato il caso Lotito. Di più: sta succedendo quanto avevamo già immaginato. Intraprendenza che si confonde con arroganza, in un mescolarsi di torbide situazioni dove non capisci mai le buone azioni e gli eccessi.

Advertisment

Lotito sempre presente. Alle conferenze stampa. In zona stadio. Dentro lo stadio. Ai bordi del campo. Appena fuori dallo spogliatoio. Agli allenamenti. Lotito c’è.

E qualcuno, sui giornali, si è pure azzardato un paragone col grande Luciano Moggi. Chiariamo subito un punto: uno ha vinto, tanto, tutto, e ne capiva di calcio e di gestione, l’altro si è solo un po’ troppo innamorato di un ruolo che nessuno gli ha riconosciuto, in un’orgia di deliri da magnate, da padrone, da uno che conta.

Advertisment

Sembra voglia imitare Galliani, senza averne gli enormi e influenti contatti.

Chi è Lotito? Perché una tale entratura nella Federazione e nelle cose della Nazionale. Cosa dobbiamo aspettarci? Quali i possibili conflitti di interesse?

Tavecchio è lì, manovrato, voluto da chi non voleva cambiare. Lotito è solo colui che non ha resistito alla tentazione di mostrare la potenza, di foggiare visibilità. Tanti auguri.

Advertisment