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Luciano Moggi colpevole d’innocenza?

Pensa che sarebbe bello. Luciano Moggi arrestato. Oggi, stamattina stesso, prima di pranzo.

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“Edizione Straordinaria: Luciano Moggi colpevole di innocenza”.

Nello strano paese in cui vivo e vegeto succede anche questo. Per carità, tutto normale se paragonato ai metri di raffronto con la politica e quanto accade negli ambiti più disparati della vita italiana. Certo, normale non può essere.

Per anni ci hanno propinato che il calcio italiano era malato. E che il colpevole, praticamente la malattia stessa, aveva un nome e un cognome: Luciano Moggi.

Così i dottori di turno, Guido Rossi, Stefano Palazzi e Massimo Moratti, hanno pensato bene di debellare quel male incurabile abbattendolo.

Negli anni seguenti la cura, strana cura, dei dottori Guido Rossi, Stefano Palazzi e Massimo Moratti, ma soprattutto durante la terapia, altri specializzandi ci avevano assicurato che sarebbe migliorato tutto. Erano gli specializzandi del quotidiano rosa, e gli specializzandi del mondo dell’informazione.

Un mondo migliore, un mondo più pulito.

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La storia ha subito sistemato i conti: l’Italia ha fatto passi da gigante… all’indietro però. Le nostre istituzioni sono lo zimbello di tutta l’Europa, e la testimonianza diretta sono le numerose manifestazioni dove il nostro Paese è stato superato da potenze mondiali tipo la Polonia, l’Ucraina, la Francia. Per non parlare delle figuracce in Europa (a partire proprio dalle ceneri della Juve in Champions o in Europe League) e dello schifo dei nostri campionati, superati in appeal pure dalla Ligue 1.

Ora il problema è, dopo il Processo di Napoli, convincere la gente che la malattia è scomparsa, che questo è realmente un paese pulito. Il problema grosso è spiegare di che pasta era fatta quella malattia, quali erano i sintomi, che tipo di cura è stata applicata. Perché la malattia, cioè Luciano Moggi, si è rivelato poco più che un raffreddore di primavera, di quelli che in realtà non ti danno fastidio, anzi ti permettono di goderti qualche giorno casalingo, lontano dal lavoro e dallo stress quotidiano.

Sì perché quella malattia in realtà non aveva virus. Tipo gli arbitri o i designatori o perfino il Carraro della situazione (“che non aiuti la Juve, mi raccomando!”). Anzi, la malattia era forse l’unico anticorpo esistente al vero male, quello sì ancora in corso, tuttora vegeto a corrodere le nostre coscienze. Per esempio, una recente radiografia del medico curante di Moggi (alias Nicola Penta, in arte perito) ha dimostrato che il male-Moggi non aveva alcun effetto collaterale, anzi:

Bergamo: Oltretutto, c’è una differenza di 15 punti tra le due squadre, capito? Quindi anche psicologicamente preparatici bene. Ti dico la mia: SE HAI UN DUBBIO, PENSA A CHI E’ PIU’ DIETRO PIUTTOSTO CHE CHI E’ DAVANTI, DAMMI RETTA!

Questa radiografia è di Bergamo, uno dei cupolari, che intima al prossimo arbitro di Inter-Juve di pensare a chi è più dietro.

Indovinate un po’ chi era più indietro… da tutta una vita in classifica, ovviamente!!!

Ecco, ora, come si spiega al popolo italiano che la malattia era inefficace, indolore e perfino inutile?!?

Sapete che c’è… che io non mi sento molto bene… sono 5 anni che non mi sento bene… e se quella era la malattia e questa è la pulizia, l’igiene, lo star bene… ALLORA VOGLIO AMMALARMI DI NUOVOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

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