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Lucio, primo autogol?

Alla notizia della trattativa tra la Juventus e l’ormai svincolato Lucio, molti hanno avuto dei sussulti. Confesso che anche a me è successa una cosa incredibile, e ho iniziato a storcere il naso: clamoroso che questo movimento fosse addirittura innaturale, non voluto, quindi nemmeno controllabile.

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Sono andato avanti così per un paio d’ore, ma cosa volete da me, quando sento o vedo qualcosa che ha a che fare con i prescritti difficilmente riesco a trattenermi. Allo scetticismo iniziale ha fatto seguito un sempre più marcato ottimismo: difensore d’esperienza, costo zero, voluto da Conte. Questo ottimismo non è svanito, anzi è aumentato giorno dopo giorno, fino a quando è arrivata la conferenza di presentazione del brasiliano, il quale, con molta nonchalance, ha dichiarato che gli scudetti della Juventus sono trenta, e che Agnelli aveva pienamente ragione. Frasi che hanno fatto riflettere, tanto da meritare una pubblica risposta da parte del compagno di mille battaglie, ovvero Ivan Ramiro Cordoba. Il colombiano non ha esitato a dire che quelle parole non erano veramente sentite. E in verità mi trova d’accordo, perchè a mio avviso Lucio le ha dette più per convenienza che per sincerità. Già girando sui social si ironizzava sul passato nerazzurro e sul fatto che, prima di vestire l’amata casacca bianconera, Lucio avrebbe dovuto seguire un trattamento speciale, per eliminare ogni residua traccia di negatività. Chiaramente si ironizzava.  In realtà nello scherzo c’è sempre un pò di verità, e Lucio lo sapeva bene, anzi era pienamente consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato nel farsi accettare.

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Ma ci ha messo del suo con questa uscita, ottenendo l’effetto contrario! E un pò me l’aspettavo, perchè non è mai stato un giocatore attaccato alla maglia, non solo dell’Inter. Ma quando sei stato all’Inter significa che, per noi tifosi juventini, sei marchiato a vita. Anche il più corretto giocatore, il più rispettoso, è comunque segnato. Non è un caso che dal 2006 ad oggi questo sia il primo trasferimento diretto tra le due squadre. Ricordo ancora quando si parlava di un possibile scambio Tiago Mendes – Stankovic: per noi un affarone, ma l’orgoglio juventino si oppose nettamente. E giustamente! La rivalità tra noi e l’Inter non può essere eliminata con una frase, per di più detta per convenienza. Troppo facile dire così, ora che sei alla Juventus. Ma dovevi dirlo all’Inter. E magari, se proprio Lucio lo pensa veramente, avrebbe fatto meglio a non dirlo subito, alla prima conferenza. Perchè detto così, a primo impatto, non può che sembrare una cosa studiata, per ottenere consenso. Ma il consenso alla Juventus lo puoi ottenere solo con le prestazioni: Borriello ad esempio aveva rifiutato la Juventus per ragioni legate alla modalità del passaggio, non perchè ritenesse che la Roma fosse meglio della Juve. Ma nonostante tutto è stato beccato, fino all’ultimo, anche dopo il gol decisivo di Cesena.

Oppure prendiamo Pirlo: dieci anni in rossonero, ma accettato benissimo perchè in campo non è mai andato sopra le righe, e ha sempre rispettato gli avversari. Ed è stato un signore anche nel rispondere alle accuse: zitto tutto l’anno, alla fine si è tolto molti sassolini dalla scarpa, con grande signorilità. Ora figuriamoci se ci lasciamo abbindolare da uno che è stato all’Inter! Non scherziamo ragazzi. Accettiamo che Lucio sia arrivato alla Juve perchè lo ha voluto Conte, e ci fidiamo delle sue scelte. Ma non potrà mai entrare nei nostri cuori, anche se dovesse disputare una grande annata. Rimarrà sempre un rapporto distante, nei confronti di un giocatore che sarà considerato solo ed esclusivamente un professionista. Ma non di più, almeno per me. Quello di Lucio è stato un autentico autogol, che ha prodotto l’effetto contrario a quello che il giocatore si auspicava. Meno male che non si trattava di calcio giocato, ma solo di calcio parlato. L’unica nota positiva è che molti tifosi interisti hanno iniziato a rosicare per queste parole: già risentiti del passaggio alla Juventus (infatti l’avevano subito ribattezzato un traditore), hanno subito oltre il danno anche la beffa. Motivo che ricorre in questi ultimi anni per tutto l’ambiente nerazzurro, e speriamo che si possa continuare a lungo.

NOTAL’articolo era stato scritto prima dell’amichevole disputata ieri. Quasi una premonizione, visto l’errore iniziale commesso dallo stesso Lucio.

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