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L’unico modo per superare la Juve è… non farla giocare

Eddai che scherzare giova! Giova alla salute, giova a stemperare gli animi, anche se con le temperature proprio oggi non si può scherzare.

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Passatemi il titolo, è solo l’ennesima provocazione. Una provocazione di risposta a certi giornalacci. E soprattutto a Pietro Leonardi, uno dei dirigenti più capaci del nostro calcio che ieri è però inciampato in alcune dichiarazioni da brividi. Sarà stato il gelo?

Su su Leonardi, ci riproverete soltanto fra qualche giorno. Forse a inizio marzo, la data e il luogo lo deciderete voi… come i bambini che vogliono picchiarsi e il bambino più forte fa scegliere all’altro le condizioni.

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Leonardi in realtà non ce l’aveva con la Juve, da quel che ne capisco. Effettivamente al Parma è stato imposto di giocare in condizioni assurde col Palermo: sotto una nebbia terribile. Però Leonardi mi deve spiegare perché a pagare il conto di quella nebbia doveva essere la Juve. Io ci vedo un pensiero maligno, roba da censura.

Se vuoi diventare il campione… devi battere il campione. Possibilmente con armi lecite, e non tranelli e trucchi fatti di neve e gelo. Peccato a non averci avuto Montero o Davids, sai che divertimento ieri contro il Parma. Sarebbero volate le gambe, non certo di Montero e Davids ovviamente! Scherzi a parte perché rischiare infortuni e rischiare di non giocare, praticamente? Il Tardini non è lo Juventus Stadium e già dopo pochi secondi che il telone era levato il campo si è ghiacciato, rendendo faticoso perfino camminare.

Che razza di calcio è quello che sostituisce l’erbetta col ghiaccio? La tecnica sopraffina alla forza animale?

Leonardi, la verità: volevate giocare per tentare il colpaccio? Fortuna e lanci e rilanci contro una Juve che avrebbe fatto fatica a manovrare? Leonardi… sa che così facendo ha acceso la rabbia di Conte? E che Conte la trasmetterà ai ragazzi quando la partita verrà recuperata? E che io spero vivamente che serviranno due caselle per tenere il punteggio dei gol della Juve. Poi usciamo fuori da tutto, ma questa sarebbe una soddisfazione troppo forte.

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