La Juventus di quest’anno presenta una differenza sostanziale rispetto a quella dello scorso anno: la necessità di fare turnover. Quest’anno abbiamo una competizione in più da disputare, ed é quella più difficile e importante, la Champions. Marotta e Paratici, sulla scia delle indicazioni di Conte, hanno lavorato bene in estate, cercando di ampliare la rosa, qualitativamente e quantitativamente.

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Gli acquisti fatti sono tutti funzionali alle esigenze della squadra: Lucio in difesa, Isla, Asamoah, Pogba a centrocampo, Bendtner avanti insieme a Giovinco. Acquisti di tutto rispetto. Ma c’é un però: vero che la rosa é stata ampliata, e questo é già tanto per una squadra che negli ultimi sei anni ha sempre sofferto del problema della panchina corta, ma la qualità dei giocatori presi può permettere alla Juventus di affrontare senza troppi problemi tre competizioni lunghe e difficili? La riposta a questa domanda si può dedurre da una serie di considerazioni che non possono prescindere dall’analisi delle tre ultime gare, cioè quelle contro Genoa, Chelsea e Chievo.

Il turnover imposto a Genova ha messo in evidenza una prima cosa: che non si può fare turnover massiccio in alcune zone del campo. I due esterni, Asamoah e Lichtsteiner, partivano dalla panchina: De Ceglie e Caceres al loro posto hanno fatto malissimo, perché non hanno mai affondato, addirittura Caceres impalpabile, ha fatto più danni che cose positive. Da qui si potrebbe dedurre che cambiare i due esterni contemporaneamente non é mai consigliabile, soprattutto quando i sostituti sono molto simili (entrambi molto difensivi) e vengono da infortuni. Addirittura anche Giaccherini al posto di Vidal, quindi tre su 5 venivano dalla panchina. Se a questo si aggiunge che il regista avanzato, ossia Vucinic, nemmeno era stato impiegato, allora ecco spiegate le difficoltà di un turnover azzardato e forse errato: dopo Genova ho iniziato a pensare che la Juventus, seppure con una buona panchina, non può permettersi di far giocare le seconde linee in campionato, o meglio non può pretendere di vincere in scioltezza con i panchinari, perché non hanno la stessa forza dei titolari, chiaro.

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A Londra, con la squadra tipo, abbiamo fatto una grande gara. Il ritorno di Vidal si é subito avvertito, non solo per il gol, ma per la grinta e l’intelligenza tattica di questo gran giocatore. Imprenscindibile per la Juventus, così come i due esterni Asamoah e Lichtsteiner. Per non parlare di Vucinic: io non lo amo alla follia, perché a volte si addormenta, ma é veramente l’unico a far girare la squadra la davanti. La sorpresa di Londra é stato sicuramente Quagliarella: ha fatto gol, e sembra si stia ritrovando, perché si é magnificamente confermato tre giorni dopo, proprio col Chievo: se fosse lui il vero acquisto in avanti? Nulla é impossibile, magari può fare una grande stagione, anche dal punto di vista realizzativo.

L’ultimo esame, quello col Chievo, ha visto una Juve di nuovo cambiata, per 5/11: Lucio, Isla, Pogba, Giaccherini, Quagliarella. Rispetto a Genova, cambi più equilibrati: un solo esterno, Pogba davanti alla difesa, Quagliarella supportato dal genio Vucinic, Lucio in difesa a far rifiatare Barzagli. È si é vista una Juventus diversa, anche nell’atteggiamento: nonostante un Isla non in condizione, o un Pogba all’esordio assoluto. Non abbiamo sofferto sulle fasce, abbiamo creato tanto e la difesa ha retto, proprio perché tutta la squadra si é mossa meglio, soprattutto rispetto a Genova. Chiaro che il Genoa è sicuramente più attrezzato rispetto al Chievo, ma noi dovremmo giocare sempre con la stessa sicurezza, contro tutte le squadre. La partita col Chievo ha detto che il nostro turnover potrebbe regger, ma solo se fatto a dovere e con estrema accortezza, senza stravolgere equilibri tattici.

In definitiva, la rosa della Juventus può reggere le tre competizioni, ma non dobbiamo illuderci. Credo che la Juventus titolare sia una macchina da guerra per il campionato, nessuno come noi. Con una competizione in meno e la stessa rosa, avremmo distrutto questo campionato. La panchina invece non credo sia all’altezza di poter confrontarsi con squadre più blasonate, sempre se esistono ancora nel campionato italiano: per questo un turnover sbagliato può dare problemi. Dall’altra parte, per il discorso Champions, la nostra squadra titolare é una squadra valida, ma non all’altezza di altre più attrezzate, per qualità e profondità della rosa: possiamo fare una grande Champions, ma realisticamente parlando non penso si possa vincere. Ma tutto può succedere, e la mia non é una mancanza di fiducia. Il rischio che possiamo correre é quello di concentrarci sulla champions e affrontare con leggerezza il campionato, pur avendo la consapevolezza che sul fronte europeo, pur impiegando il 100% delle nostre forze, siamo comunque inferiori, e sul fronte campionato la sensazione che le riserve possano giocare qualche brutto scherzo. È questo sarebbe un peccato, perché in Italia siamo tre spanne sopra tutti.

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