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Ma il complotto c’è o non c’è contro il Palermo?

La vita è così. Parli, urli, minacci, cambi, prendi, acquisti, vendi, svendi. La vita ti riserva sempre sorprese. Solo che questo finale di campionato è doloroso. Sotto sotto, nonostante le frasi di facciata, è molto doloroso. Avevano sperato, ansimato a che quel doppio nome così affascinante potesse essere pronunciato per tutta l’estate. E invece.

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Invece in Champions ci va la Sampdoria. E il Palermo resta con una Europe League che è più fastidiosa che affascinante. Di certo non vale l’economia della Champions. La distanza tra il quarto e il quinto posto non è sottile, è enorme. E’ una distanza ciclopica. E in particolare fra Samp e Palermo si viene ora a creare una differenza enorme, oggettiva: una è una grande squadra che andrà a confrontarsi con i più forti, l’altra dovrà attraverso Internet capire a quale paese appartiene la squadra che gli toccherà via via da settembre 2010.

La mia curiosità, adesso, è capire con chi se la prenderà Zamparini. Insomma, il complotto per far arrivare la Samp in Champions c’è o non c’è? Garrone ha portato verso di sé il Palazzo, o no? Caro Zamparini risponda pure con sincerità. Lo dico perché sono sempre più convinto di una cosa e cioè la seguente.

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In quell’estate del 2006, Maurizio Zamparini è stato formidabile. Meglio di una squillo che ovviamente sceglie il partner in base al ritorno economico. Meglio di una qualsiasi sciacquetta della TV che cerca il referente che può garantirgli più popolarità, quindi più introiti. E’ stato così, in fondo. Prima amicone di Galliani. Poi quando le cose hanno cominciato a prendere una piega molto precisa, difensore a tutta birra di Moratti. Un santo, ad un certo punto di quell’estate. La convinzione di Zamparini, cui tutto si può attribuire tranne che la parola “equilibrio”, era quella di poter trarre vantaggio da una situazione particolare. Fatto fuori il Milan, distrutta la Juve, penalizzata pesantemente la Fiorentina e tirata via anche la Lazio, non rimaneva che un buco incredibile che qualcuno doveva colmare. Ora, per ordini superiori la Roma doveva arrivare seconda e così è stato. E terzo? Zamparini era convinto di poter raggiungere questo obiettivo, ma così non è stato. Dov’è il progetto?

La scelta poi, quest’anno, di affidare il tutto a Zenga è di quelle che ti lasciano stordito, indeciso se pensare a “Scherzi a parte” o “Chi l’ha visto?”. Zenga, quello del 4-0 tanto per essere chiari. Quello esiliato forse per colpa di Moggi, tanto buttare merda contro Moggi è sempre conveniente. E l’uscita estiva di Zenga è stupenda: “Chi mi dice che non posso vincere lo scudetto?”. Te lo dice la logica, il buon senso, quello strano pudore dell’equilibrio mentale. Te lo dice anche l’evidente realtà. Cambio in corsa e, ti credo, dopo 70 cambi e oltre 30 allenatori provati, almeno uno doveva riuscire. Si chiama Delio Rossi: a Roma farebbero carte false per farlo tornare indietro, con quanto fatto. Eppure il quarto posto e quella Champions non arrivano. E, attenzione, rischiano di non arrivare pure l’anno prossimo. Perché la Juve non può sbagliare più onde evitare la Terza Guerra Mondiale (si scherza sempre, eh!) contro i tifosi, perché il Napoli è pronto a rinforzarsi ulteriormente e con Mazzarri dalla prima giornata sarà un avversario tosto, e perché la stessa Samp si può muovere con più tranquillità.

Quindi la domanda è, visto che finora Moggi impediva i sogni di tutti: caro Zamparini, il complotto c’è o non c’è? Saluti affettuosi!

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