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Ma perché Giaccherini gioca nella Juventus e in Nazionale?

Essere juventini, cioè giocatori della Juventus, non è cosa facile sia per le pressioni esterne (leggi media e tifosi avversari) sia per quelle interne (leggi noi tifosi juventini).

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Essere juventino e chiamarsi Giaccherini è proprio una sfortuna. Una disgrazia. Un dramma.

Non si è mai visto un giocatore non considerato, deriso, maltrattato, umiliato come Giaccherini.

Sorge il sospetto che molte persone abbiano seri problemi e frustrazioni che, non potendoli scaricare sul proprio capufficio, sul proprio partito politico, sulla squadra avversaria, su se stessi, decidono di scaricarli sul bersaglio più facile e teoricamente indifeso: Giaccherini, la nullità assoluta del gioco del calcio che, contro il volere del popolo e degli dei, fa la riserva nella Juventus (addirittura è campione d’Italia!) e talvolta fa il titolare in Nazionale (addirittura è vice campione d’Europa!).

Bonucci lo abbiamo trattato male finchè Conte non gli ha cucito addosso il ruolo di regista difensivo.

Vucinic, in certe giornate, ti tira fuori dalla bocca e dall’animo qualche imprecazione di troppo.

Peluso lo abbiamo crocefisso per i goals di Icardi e Gonzales.

Isla ci siamo quasi stancati di aspettarlo.

De Ceglie ce lo siamo praticamente dimenticato.

Giovinco, che un po’ se le cerca, pare abbia dovuto chiudere il proprio sito su Internet per eccesso di offese.

Ma Giaccherini, povera anima, a chi ha fatto del male?

Gli hanno sempre detto che con quel fisico più che nel Bellaria Igea Marina non poteva giocare.

E lui, senza protestare, era sul punto di smettere di giocare.

Poi un giorno Bisoli lo aggregò alla rosa del Cesena. Lo guardò in allenamento. Lo riguardò. Lo guardò una terza volta e pensò che poteva anche starci in C1. Stare in C1? Titolare inamovibile, una promozione dietro l’altra come trascinatore della squadra. Esordio in A: 36 presenze, 7 goals e salvezza del Cesena. Poi la chiamata di Conte. Conte il visionario lo vuole alla Juventus. E Tuttosport (De Paola ed Oreggia) si chiedono come un tipo così possa vestire la maglia della Juventus.

Un tipo così è ovviamente rivolto al fisico.

Ma chi non conosce, o per età o per cultura, la storia del calcio e della Juventus poteva risparmiarsi ironie sul fatto che Giaccherini fosse o meno all’ ”altezza” della Juventus.

Sernagiotto, Muccinelli, Rui Barros: tre fenomeni meno alti di Giaccherini. Eppure tre fenomeni.

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Ma Giaccherini non è un fenomeno.

Ci sarebbe da discuterci, ma lui non lo ha mai detto, né ha mai preteso che qualcuno lo scrivesse, né si è mai lamentato di stare in panchina.

Lui cerca semplicemente di farsi trovare pronto quando l’allenatore chiama e rispetta sempre le consegne. Giak, fai la punta: e lui fa la punta. Giak, fai il centrocampista: e lui fa il centrocampista. Giak, fai l’uomo di fascia avanzato: e lui fa l’uomo di fascia. Giak, fai il terzino: e lui fa il terzino contro i campioni del mondo della Spagna (1-1). Giak, fai il trequartista: e lui fa il trequartista contro i pentacampeon del Brasile (2-2).

Non chiede nulla e sta sempre zitto.

Parlo allora io per lui.

Rispetto.

Rispetto per Giaccherini, signori tifosi e signori giornalisti.

E non mi rivolgo agli allenatori professionisti perché dalle loro bocche ho solo sentito uscire elogi per il piccolo Giaccherini. Ma loro, gli allenatori, capiscono di calcio.

Dopo un periodo di appannamento, coinciso con l’esplosione di Pogba e il maggior impiego di Padoin e culminato con la pessima (a mio parere) partita in coppa Italia controla Lazio, Giak si è ripreso la scena con il pesantissimo goal contro il Catania e con la brillante (a mio parere ed a parere del CT) prestazione da titolare contro il Brasile.

Ma per chi ha dei seri problemi personali, anche le brillanti prestazioni diventano striminzite sufficienze o addirittura sonore bocciature.

Parole di Prandelli nel dopo partita: “A me piace però evidenziare la prova di Giaccherini. Nei primi 35’ abbiamo fatto un gran calcio, e Giaccherini è stato il migliore in campo: era sempre nella posizione giusta, copriva e ripartiva, attaccando con continuità la profondità”.

Voto su Tuttosport: 6. Voto sulla Gazzetta: 6.

Poi oggi mi imbatto su un articolo di Franco Ordine con, di lato, un’enorme foto di Giaccherini e la didascalia: “Emanuele Giaccherini è stato uno dei punti deboli dell’Italia contro il Brasile”.

Ma quanta bile deve aver versato Ordine nel leggere, il giorno precedente, le dichiarazioni di Prandelli?

Non ci ha dormito la notte per inventarsi un articolo intero contro Giaccherini?

A pensarci bene la povera anima non è Giaccherini.

Lui è un onestissimo lavoratore nel mondo del calcio, che meriterebbe maggior rispetto.

Le povere anime sono quelle che schiumano rabbia a vederlo vincere con la Juventus ed a vederlo giocare in Nazionale.

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