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Maggi a Della Valle: “e Voi pensate a salva’ la Fiorentina”

E’ stato uno dei tormentoni più clamorosi di Calciopoli.

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Una telefonata, una paio di righe di testo su cui è stata montata l’accusa di associazione a delinquere. Attenzione al verbo: “montata”.

Potremmo ripercorrere la storia del rapporto Moggi-Della Valle, potremmo disquisire sull’andamento di quel campionato, ma ho avuto modo di verificare tramite questo piccolo blog che si rischia, pur nel giusto, pur se le regole ci sono, ma non vengono fatte rispettare, anzi vengono ribaltate, è forse meglio tornare al silenzio. Il silenzio di chi viene sconfitto nell’anima, di chi si sente tradito dalle Istituzioni che dovrebbero proteggere i deboli e i giusti, gli innocenti e i prevaricati. Purtroppo è il contrario. In Italia accade regolarmente il contrario, per una strana inerzia che non accenna a indebolirsi, anzi accelera un processo di sfacelo che ci sta portando alla rovina più assurda.

In sintesi: l’alta opera meritoria di Auricchio riesce nell’impresa di falsificare le prove. Anzi, costruirle: perché le prove erano tutte di segno contrario all’accusa contro Moggi e la Juve, ma un protagonista delle Forze dell’Ordine Italiane decide di violentare le più banali regole civili. E in ragione di qualche strana affiliazione – questa sì, perché dimostrata – con certi personaggi decide di mandare al macello un tizio di nome Moggi, una squadra di calcio di nome Juventus, una società per azioni di nome Juventus F.C. e un sogno di milioni di tifosi nel mondo chiamato Juve!

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Taglio e cucito, un fine esercizio di manipolazione degno del miglior prestigiatore, quelli che applaudiresti volentieri la domenica in TV. Il problema è che questo non è un gioco, ma è una realtà che ha rischiato di rovinare la vita a tantissime persone. E praticamente sono riusciti a rovinare diverse vite. Vite umane.

Bene, questi autentici professionisti della farsa oggi sono più che mai piantati nelle Istituzioni Italiane: chi fa l’assessore, chi diventerà Generale, chi fa il Presidente, chi viene addirittura portato a esempio di signorilità e correttezza e onestà.

Povera, povera Italia. Ora ci attendiamo, già oggi, un segno tangibile e forte, profondo e di grande senso di civiltà da Napoli.

Piove, mi dicono, ma stavolta nessun rinvio: il terreno della moralità è agibile e ci aspettiamo una risposta seria. Questo Paese, questa Italia, così come è messa, ha un futuro… o è meglio chiudere i battenti e scegliere una delle tante nazioni del Nord Europa, simbolo di civiltà e di crescita?

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