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Malerba: “La FIGC non potrà fare orecchie da mercante sul 2006″

Un ex magistrato dice la sua sui possibili risvolti della condanna dell’Inter in Tribunale in merito alla vicenda “spioni”. In realtà non serve un magistrato per capire che ciò dovrebbe avere un risvolto in sede penale e sportiva, ma siamo in Italia. E in Italia comanda chi ha più soldi, vince chi riesce a disinnescare le regole, a eluderle, ad aggirarle, con l’inganno e con mezzi illeciti. Appunto!

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Ma le parole di Malerba ci servono solo per dare maggiore forza alle nostre motivazioni. Motivazioni che, come erroneamente molti pensano, non derivano da un puro fatto di colori tifati, ma dalla sete di giustizia. Perché Farsopoli non riguarda solo un affare privato di Moratti, ma riguarda vite umane, riguarda passioni umane: e con le vite e con le passioni nessuno può permettersi di giocare!

La sentenza del Tribunale di Milano, che ha condannato l’Inter a risarcire Vieri, dovrebbe avere interessanti ricadute sulla questione scudetto 2006, tanto più se sarà seguita da analoga condanna per le indagini svolte sull’arbitro De Sanctis.

Come dire: dovrebbe, potrebbe, sarebbe. Già perché il problema è semplice: tutto quanto commesso dall’Inter e dimostrato già dopo pochi mesi da centinaia di volenterosi tifosi che si sono sostituiti a inquirenti e avvocati è coperto da prescrizione. Prescrizione scattata puntuale e in modo molto intelligente, prescrizione inseguita dagli amici di Moratti:

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[...] vero altresì che la condotta illecita dell’Inter, sanzionabile quanto meno ex art. 1, è ormai coperta da prescrizione.

Ma l’etica va in prescrizione?

Ma la ricaduta della sentenza milanese (se sarà confermata nei successivi gradi di giudizio) concerne non già una ormai impossibile condanna dell’Inter in sede di giustizia sportiva, bensì la INELUDIBILE revoca dell’assegnazione dello scudetto 2006.

Quale scudetto? Ah già, quello dei “91 punti, teste di cazzo“!

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