Lo sfogo di Allegri che ha fatto divertire pubblico a casa e Tevez durante un’intervista la dice lunga: voglia di cambiare rispetto al passato, voglia di crescere a livello europeo.

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Solitamente calmo e riflessivo, insolitamente calmo e riflessivo rispetto al passato milanista, il buon Max ha distrutto una bottiglietta e fatto una scenata rabbiosa dopo che Vidal aveva sbagliato un semplice filtrante per Lichtsteiner. Era il secondo tempo, la Juve vinceva 1-0 e Max la voleva chiudere.

La Juve europea del 2014 è in questa fotografia: bella, con più coscienza, ma con quel maledetto vizio di non chiudere le partite, se non nei minuti finali quando l’ansia ti ha già divorato muscoli e testa. E’ qui che bisogna intervenire, ma gli ingredienti ci sono tutti.

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Un Marchisio in forma stellare, un Pogba che anche camminando risulta superiore agli avversari, un Tevez con una fame mai vista e uno Llorente nel suo mese d’oro. Più tutta una batteria di difesa e centrocampo a legittimare la supremazia tecnico-tattica. Il Malmoe era poca roba, ma abbiamo nella mente Copenaghen e Olympiacos per fare gli spacconi. Posto che in Europa non bisognerebbe mai fare gli spacconi.

Nessuna buccia di banana, ma vittoria secca. In attesa della lotteria furibonda della sesta giornata quando si capirà chi è passata per prima e se si è passati agli ottavi di Champions. Le combinazioni le lasciamo ai giornali, qui vale una cosa sola: bisogna vincere pure contro l’Atletico, perché vincere aiuta a vincere.

Detto di Marchisio e Tevez e Llorente, menzione particolare per i due terzini, esterni, fluidificanti. Se Lichtsteiner lo conosciamo bene, Padoin lo stiamo ri-scoprendo adesso. Il soldatino ha fatto innamorare pure Allegri, con il sacrificio, l’attenzione, la dedizione. Non è il suo ruolo, ma nelle ultime partite si è meritato sempre il 6,5 in pagella abbondante. In attesa del rientro di Evra e Asamoah.

Domenica. Ore 18. Prossima sfida. E che sfida.

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