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Mancini e i nerazzurri in grossa difficoltà

Purtroppo non ci sono tante immagini dei PM, ma sarebbe utile vedere il loro colorito. I testimoni chiave Ancelotti e Mancini sono praticamente diventati le principali armi di distruzione di massa di Trofino e Prioreschi. E credo pure che la parcella verrà dimezzata in quanto gli avvocati difensori di Moggi non hanno nemmeno bisogno di un’arringa. Basterebbe far risentire, in ultima istanza, le deposizioni dell’ex tecnico rossonero e dell’ex tecnico nerazzurro. A tratti anche drammatiche.

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Roberto Mancini era uno dei principali accusatori nell’estate del 2006, eletto a PM dalla Gazzetta dello Sport e libero da ogni impegno di presentare prove. Oggi che il Tribunale è leggermente più serio di CAF e dei vari Palazzi e Guido Rossi, e quindi c’è il rischio di fare bruttissime figure, a turno e in modo preciso ogni testimone comincia praticamente a ritrattare. Oppure a fornire una versione più realistica della propria accusa. Una su tutte, così tanto per fare un po’ di chiarezza. A un certo punto del suo interrogatorio, Mancini risponde così al PM:

PM: Ha mai visto Moggi frequentare gli spogliatoi degli arbitri?

Mancini: Sì, quando giocavano contro le sue squadre sì.

PM: Era prassi anche di altre squadre?

Mancini: Sì.

E come potrebbe questo fungere da prova incontrovertibile contro Moggi? Oppure: cosa proverebbe questo in riferimento a Moggi? Moggi frequentava gli spogliatoi degli arbitri. Altre squadre addirittura avevano assunto degli assistenti che si occupavano esclusivamente degli arbitri, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Come si fa ora a sostenere che Moggi è colpevole e gli altri no. Inoltre, la sola presenza cosa proverebbe degli illeciti ipotizzati? Sempre per chiarezza, c’è da capire pure qual è l’illecito di Moggi se gli arbitri sono stati assolti. Insomma: se Moggi barattava le partite con qualcosa (a proposito: che cosa?) e l’arbitro è assolto, che tipo di illecito è questo? E degli altri dirigenti, extra Juve, che frequentano gli stessi spogliatoi degli arbitri? Dovremmo concludere che anche gli altri usavano produrre illeciti tanto quanto Moggi. Oppure dovremmo cambiare le regole per evitare questo tipo di contatti.

Un testimone deve rispondere alle domande. Il PM gioca il ruolo di quello che accusa e cerca di produrre prove alle proprie ipotesi. In Calciopoli si parla di farsa e non di ipotesi, di pure invenzioni narrative sconfinanti nel più torbido anti-ragionamento logico. Detto in altro modo: se durante l’interrogatorio del PM, in questo specifico processo fatto di menzogne e imbrogli, il tuo testimone crolla, allora il gioco della difesa è fatto. In un processo normale le allusioni e le ispirazioni personali dovrebbero essere tenute fuori dal computo delle prove. E così capita che Mancini risponda così stamattina:

PM: Ricorda un Inter-Roma, arbitro Rosetti?

Mancini: Sì.

PM: E che gli disse?

Mancini: Parlai di lui e dei suoi amici di Torino.

PM: E a chi alludeva?

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Mancini: A Moggi.

PM: Conosce Moggi?

Mancini: Sì.

PM: Da quando?

Mancini: Da sempre.

PM: E che voleva dire con quella allusione?

Mancini: Nulla, poiché l’arbitro era di Torino mi venne di dire questa cosa, pensavo che fossero amici; in quei momenti, quando uno pensa di aver subito un torto, collega l’arbitro di Torino alla Juve.

La prova provata, in questo caso, è Torino, proprio la città di Torino. Essendo Rosetti di Torino, e quindi automaticamente e automagicamente proJuve (e se fosse del Toro?), allora Moggi ce l’ha in pugno. Di più. Secondo Mancini sono amici e Rosetti ha dunque arbitrato proJuve e antiInter. Il PM porta in aula altre partite e durante una di queste, Lazio-Inter 1-1, Mancini smentisce il verbale di 4 anni fa e dice che l’arbitro effettivamente non ha arbitrato per far perdere l’Inter. Allora sorge spontanea la domanda: come si fa a danneggiare l’Inter mandando un arbitro che non arbitra contro l’Inter? Domanda che lasciamo al lettore per esercizio mentale, anche se la soluzione è di difficile comprensione qualunque essa sia.

Alle ore 11:00 Capuano, il PM di oggi, termina il suo lavoro. Tanto è forte lo stupore in aula che nessuno degli avvocati difensori esercita il contro-esame. Che chiedi ad uno che smentisce se stesso? Che tipo di domande vuoi fare a uno che praticamente ha fatto il gioco della difesa? Si rischia così di annullare il processo per chiedere l’interdizione di questi individui. Rischi di mettere in seria difficoltà tutta la farsa e di concludere lo spettacolo anticipatamente. Invece lo show deve andare avanti.

Un altro protagonista interessante di oggi è Cornieri, un ex arbitro che poi ha ricoperto ruoli dirigenziali in alcune società di calcio. Per capire, basti ricordare che fu onsulente per il regolamento e per il comportamento nel Perugia di Gaucci. Ma niente dietrologia o facili commenti. Perché è in aula Cornieri? Perché il Brescia, squadra che ha richiesto danni per circa 36 milioni di Euro (boh!) e per la quale è pronto un attacco di Nicola Penta della scuderia Moggi (altre intercettazioni?), lo ha assunto come consulente alla ricerca di filmati-prova contro la Cupola di Moggi. Premessa: ancora la Cupola viene tirata in ballo, ma l’ipotesi è stata smontata e distrutta ampiamente. Seconda premessa: se i filmati verranno portati in aula come prove ci sarà da ridere. Non ho ancora capito perché le intercettazioni inammissibili vengono prese in esame e i filmati delle frodi no?!? Cornieri in sostanza ha trovato quegli strani episodi che hanno penalizzato le dirette concorrenti di Fiorentina e Lazio. Ma fa la fine di Nucini e il suo diario personale.

Cornieri dice di aver visionato i fatti in maniera asettica. Ma dimentica nomi ed eventi, dimentica di annotare i contesti e soprattutto segna soltanto gli episodi che più gli interessano. Come se in un bilancio si analizzano solo i ricavi e da questi si ricava che la società è in perfetta salute. E i costi? Ecco cosa frega Cornieri. E il Presidente Casoria infatti è costretta a precisare:

Pres. Casoria: Ah, si è posto in quell’ottica lì?

Ecco cosa è questo processo. Una serie di prove al limite del ridicolo. Regole infrante. Equilibrio mai raggiunto. Testimoni che dichiarano proprie sensazioni, senza nessuna prova provata. PM che vanno in difficoltà sui propri testimoni e avvocati difensori che fanno meno del contro-esame. Speriamo vivamente che all’estero non guardano questo triste spettacolo. E ancora qualcuno si chiede perché abbiamo perso credibilità e fascino…

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