Menu Chiudi

ManCity-Juventus 1-1 Il pareggio perfetto

Cominciamo a chiarire il titolo. E’ evidente che dalla Juve ti aspetti la vittoria, sempre e comunque. E’ evidente che il Manchester che avevi di fronte non era lo United, ma il City, per di più con Mancini Il Piagnisteo in panchina. E’ vero tutto, come è vera la situazione in cui versa la Juve. Senza premettere la realtà effettuale dei bianconeri si fa fatica a giudicare in modo giusto ogni partita e ogni evento.

Advertisment

E’ un buon pareggio quello che esce fuori dal match con gli inglesi. Vuoi perché negli ultimi 15 anni in Inghilterra la Juve aveva subito sonore batoste, vuoi perché questa Juve è un cantierone sempre aperto, vuoi perché Del Neri aveva in panca il solo Giannetti come punta di riserva e in campo due rientri col dubbio come quelli di Martinez (insufficiente, ma non solo ieri a questo punto) e De Ceglie (mostra i primi sintomi di personalità da Juve, ma paga un errore, il solito, in fase difensiva: perdonabile, ma solo per questa volta). Vuoi pure per quello strano senso comune che voleva la Juve sommersa di gol contro Tevez e compagni.

E allora i bianconeri sfoggiano una prestazione gagliarda: sempre in partita, benissimo nei primi 20 minuti fin quando le gambe reggono, molto bene nei restanti 70 minuti dove hanno espresso grande umiltà e grande combattività. Manninger non ha praticamente mai rischiato, al di là di un colpo di testa al buio di Barry finito sul palo. Ma anche Del Piero e Iaquinta non sono stati meno, e così scopri che a fine match è la Juve quella a recriminare: un rigore che c’era, uno che ci poteva anche stare, due punizioni di Alex Magno e un tiro finale a lato di Sissoko.

La sorpresa più gradita è Grygera, simbolo di rinascita di una Juve che sta trovando equilibri e ritrovando il carattere proprio della storia bianconera. Inferiori a nessuno, figuriamoci alla banda di Mancini, apparsa un collettivo di figurine dove qualcuno ha realmente le idee da vincente (leggi Yaya Toure e Tevez) e qualche altro ha solo la speranza di esserlo (Silva e Johnson, quest’ultimo un sinistro delizioso costretto a destra). Il secondo tempo ha visto la Juve molto bassa, ma il ManCity non hanno mai realmente fatto paura. Pochi tiri, tanto giro palla, ma spazi chiusi e contrasti vinti.

Advertisment

Altra sorpresa gradita è la prestazione di Sissoko. Il maliano finalmente fa girare le gambe in simbiosi con una testa da lottatore. I piedi sono quelli che sono, ed è per questo che serviva forse più Aquilani di Marchisio: il Principino è apparso in ritardo di condizione, ma la sua prova è comunque ottima. Sissoko, quindi, anche meglio di Touré e Vieira per efficacia delle giocate. In ombra Krasic, apparso terreno più che marziano anche se ha ancora mostrato di avere classe superiore rispetto ai pari grado.

Bene Del Piero: non avrà lo spunto di un ventenne, ma la sua testa gira più veloce di tutti gli altri. Fatica e lavora sporco, come mai si era visto e le sue uscite sono sempre utili, quasi decisive: due punizioni, un paio di aperture lodevoli e tanto possesso palla per spezzare il ritmo avversario. Ok capitano, ma non affaticarti troppo.

Il migliore in campo è Iaquinta. Si batte e si sbatte come pochi, con un cuore enorme e un fisico che incomincia a incendiarsi. Il gol è meraviglioso e pazienza se qualcuno cercherà pecche altrui. La botta è eccezionale, l’idea di puntare il secondo palo è ottima, quella palla che rimbalza violentemente davanti il portiere è maledetta. Uno a zero, terzo gol in questa stagione, in appena 240 minuti giocati. Praticamente uno a partita: dove firmo perché tale media rimanga inalterata fino a fine stagione?

Menzione particolare per Bonucci (all’esordio assoluto in una grande gara) e per Chiellini. I due centrali finalmente si parlano e rimangono concentrati. Adebayor e Tevez, poi gli inserimenti di Barry e i cross di Johnson, sono clienti scomodi e pericoli costanti: tutti respinti al mittente. Il gol subito non è certo colpa loro, quanto piuttosto dell’immobilismo di De Ceglie. Vizio da correggere, perché non sempre si troverà la via del gol. C’è ancora un po’ di tempo, ma i margini di miglioramento sono ampi e fanno ben sperare. Buon lavoro, Juve. E già oggi si torna in campo: a Napoli, davanti al Giudice Casoria si riapre il processo Penale anche detto Calciopoli bis. Partita già ampiamente vinta e da cui le persone per bene si aspettano certi risultati. Perché la dignità dell’uomo viene anche prima di certe cifre e trofei!

Advertisment