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Marotta, Agnelli ed Elkann non credano che Conte può sfornare miracoli a ripetizione. Champions docet

Ormai non conta più nemmeno la scaramanzia. Possiamo solo regalarlo questo 31° scudetto.

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In alto i calici.

Conte ha detto che ripetersi è più difficile che vincere la prima volta. Siamo stati straordinari.

Sarà come dice Conte, ma io non vedo in giro la felicità dell’anno scorso, né le difficoltà dell’anno scorso.

Onore a Conte ed ai suoi ragazzi. Grazie di nuovo. Ma guardiamo anche le cose con obiettività.

L’anno scorso venivamo dal nulla, non abbiamo perso una partita, abbiamo fatto fuori il Milan di Ibrahimovic.

Quest’anno vinceremo un campionato di livello mediocre, dopo aver visto violare lo Juventus Stadium dall’Inter di Stramaccioni e, in dieci e in svantaggio di un goal, dalla Sampdoria di Icardi, dopo aver fatto una pessima figura a San Siro con il Milan ed all’Olimpico con la Roma, dopo non aver prodotto il calcio spumeggiante dell’anno scorso. Magari anche dopo aver fatto una campagna acquisti che, se non sbocciava Pogba, poteva tranquillamente definirsi fallimentare.

La Champions avrà sicuramente influito sul rendimento, ma è innegabile che la Juve non aggredisce più l’avversario, non l’azzanna, non lo asfalta.

Juventus-Milan di Ibrahimovic 2-0 dell’anno scorso è la partita “immagine” della Juve di Conte.

Juventus-Milan di Abate 1-0 è una partita dove non ho rintracciato le impronte digitali della squadra che vuole sempre Conte.

Il Milan con un Balotelli rinsavito sarebbe, già così com’è, un osso duro per il prossimo anno.

Noi sono due anni che corriamo e qualcuno di noi comincia anche ad invecchiare.

Lichtsteiner, assolutamente encomiabile, non può reggere più di un’ora di gioco; Marchisio vaga spaurito per il campo; Asamoah ha lasciato in Africa quel  fenomeno che sembrava; Pirlo non è più da pallone d’oro; De Ceglie è scomparso; Giovinco cerca ancora se stesso; Isla non si è mai ripreso dall’infortunio: ci aggrappiamo all’energia di Padoin ……

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Fortuna che là dietro in difesa siamo quasi impenetrabili.

Ma la squadra che faceva sembrare alle avversarie il campo in salita, non c’è più.

Nonostante questo abbiamo fatto, guardando i punti in classifica, un campionato straordinario.

In alto i calici.

Ma sarebbe da sciocchi chiudere gli occhi di fronte a ciò che è evidente.

E Conte lo ha detto: vinciamo lo scudetto e poi guardiamo al mercato.

Non solo per migliorare in Europa, ma anche per rimanere primi in Italia.

Se, escluso Pogba e per metà campionato Asamoah, rifacciamo una campagna acquisti del tipo Lucio, Peluso, Isla, Giovinco, Bendtner ed Anelka non arriviamo lontano. Nonostante Conte.

Grazie ai ragazzi e che rimangano concentrati per fare almeno altri quattro punti.

Poi  festeggeremo insieme.

Poi ci sarà il mercato.

Marotta, Agnelli ed Elkann non credano che Conte può sfornare miracoli a ripetizione.

Champions docet.

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