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Marotta e Del Neri: prima chiacchierata!

A mente fredda si ragiona sempre bene. Ma non sempre meglio. C’è da smaltire la delusione, in parte, del nome Del Neri diventato ufficiale. Come capita da ottobre del 2006 alla Juve vengono legati certi nomi, con certe caratteristiche e storia e poi si finisce sempre col fare i conti con ben altri nomi. Diversi. A volte diversissimi (un episodio su tutti: aspettavamo Xabi Alonso, è poi arrivato Poulsen). Riprendiamo allora il discorso del tecnico Del Neri.

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Personalmente non credo alla storia che Benitez sia stato veramente così vicino alla Juve. Credo piuttosto che Benitez abbia voluto giocare una partita su due tavoli contemporaneamente, sfruttando quello della Juve come bluff. Ecco, quattro anni fa Moggi non avrebbe permesso una simile cosa. In ogni caso Benitez, più abituato a fare il manager, alla Juve avrebbe trovato in Marotta un ostacolo di troppo. Benitez sarebbe stato il tassello buono in quella vecchia dirigenza dove nessun capiva di calcio. Ma con Andrea Agnelli che ha un piglio autoritario e idee molto chiare (il tono della voce pare molto deciso e l’autorità con la quale ha subito scartato parecchie questioni è ben augurante) e con Marotta nelle vesti di Direttore Generale è tutta un’altra cosa. Finalmente c’è gente che può sbagliare in corsa e non in partenza (e cioè, capiscono di calcio e possono certo sbagliare acquisti come già accaduto alla Triade, ma sono certo agiranno per il meglio). In tale contesto un tecnico-manager non serviva. Serviva piuttosto uno che lavorasse sodo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Solo lavoro sul campo, con richieste da avanzare, previa discussione, al dirigente Marotta e al Presidente Andrea Agnelli. Niente più di questo.

Così la scelta di Del Neri pare effettivamente la migliore. Avrei preferito Spalletti o, come già detto, Conte (per evidente riconoscenza dei miei anni passati a tifare quella maglia numero 8), ma se la scelta è stata fatta da Andrea e Marotta… ok, va bene così, mi fido. E forza Juve, sempre. Le parole di Marotta mi fanno ben sperare. Ha toccato qualche buon punto, ha avanzato alcune idee interessanti. Il suo lavoro alla Samp con scarse risorse può essere amplificato dalle risorse che alla Juve sono presenti.

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Unica nota stonata è certamente Blanc. Parla a vanvera, parla a sproposito. Parla e fa incazzare tutti con argomenti che poco c’azzeccano con tutto. Per esempio non credo che molti siano soddisfatti dell’8° posto al mondo per gestione interna e del 7° in classifica. Per esempio a molti non interesserà molto sapere che hanno chiuso 2/3 delle partite con sponsorizzazione certa e stanno cercando un marchio per le restanti partite di Serie A e Europee (a proposito, quali?). Sono argomenti di chi sa bene di non poter parlare d’altro. Per esempio di argomenti di campo. Per esempio… di calcio. Peccato, il pomeriggio poteva filare liscio. Mi sarei aspettato un banchetto a tre. Peccato per quel quarto individuo. Peccato davvero!

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