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Marotta: lavoro eccezionale, ma ha un piccolo difetto. Ecco quale!

L’avevamo detto quando era stato presentato: dategli tempo e tutto si aggiusterà. Non pensavamo, a onor del vero, che in un solo anno avrebbe potuto raccogliere i frutti del suo lavoro, grazie alla magia di Antonio Conte, ma ne siamo molto felici. Avevamo pure detto che arrivare a maggio, in quelle condizioni, non gli avrebbe permesso di lavorare bene. E ci avevamo azzeccato. Già a gennaio avevamo avuto prova di un buon fiuto: Matri e Barzagli (in estate era arrivato Quagliarella autore di uno strepitoso girone d’andata, con la Juve seconda). Poi si sono aggiunti Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Vucinic. Insomma, un buon mercato. Buonissimo dal nostro punto di vista, considerando le risorse economiche della Juve e i paletti imposti GIUSTAMENTE dalla Società.

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Per noi Beppe Marotta è elemento essenziale per il lavoro di Andrea Agnelli e buon compagno per Antonio Conte. Nei limiti: occorre rimarcarlo e non dimenticarlo mai. La Juve ha grossi limiti finanziari perché i tempi dei mercati faraonici (Buffon, Thuram, Nedved, Salas in appena 25 giorni) sono finiti. C’era pure una carenza oggettiva di appeal, viste le stagioni disastrose firmate Cobolli Gigli e Blanc e Secco. E forse la Juve farebbe bene a essere chiara con i tifosi, senza magari lanciarsi in annunci di obiettivi di mercato importanti.

Non tocchiamo qui il tasto top player: non vogliamo illuderci, perché sappiamo che la Juve non pagherà (e fa bene) ingaggi da 7, 8 o 12 milioni di euro netti all’anno. Fantascienza, a noi che già 4 o 5 ci sembrano proprio tanti per giocare a calcio e vestire la maglia della Juve.

Piuttosto rimproveriamo a Marotta il troppo attendismo. Un atteggiamento che è utile se fai il difensore (saper temporeggiare è un arte nobile in quella posizione di campo), ma è il peggior difetto per chi deve fare mercato. Proprio Marotta lo sa bene: se avesse temporeggiato avrebbe di sicuro perso Pirlo e Vidal lo scorso anno. Mentre quest’anno abbiamo probabilmente perso uno dei più grandi talenti del prossimo centrocampo. Tale Marco Verratti, un numero 10 atipico, un regista che a tratti ricorda davvero Andrea Pirlo. Per carità: deve ancora dimostrare tutto, ma le basi ci sono e mente chi dice il contrario (o semplicemente non ne ha seguito le geste nel campionato cadetto).

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Forse era arrivata prima la Roma sul ragazzo di Pescara, a gennaio, ma non se ne fece nulla. I giallorossi non volevano spendere 3 milioni di euro. Ora la sua valutazione è un bagno di sangue. Perché Sebastiani, il presidente del Pescara, è solo uno dei tanti sciacalli che stanno rovinando questo povero calcio azzurro. Un’asta furibonda a cui la Juve non può partecipare più e non deve, viste le cifre. 13 milioni di euro per un ragazzino che conta 0 (zero) minuti in Serie A non sono pagabili. 1,5 milioni di euro a un ragazzino dell’Under 21 che non ha ancora messo piede in un vero spogliatoio di calcio sono un pugno allo stomaco per gente che non ha ancora portato il cervello al macero. Impensabile staccare un simile assegno.

Roba da sceicchi, roba quindi da PSG. Complimenti a loro se il ragazzo accetterà tale destinazione. E non cadiamo nel gioco di accusarlo di zingaraggio o di voltagabbana: provate voi a rifiutare un contratto simile! Che poi sarebbe pure la prova del nove. Come lui stesso ha confessato in una intervista a Sky e poi censurata dalla Gazzetta dello Sport, il ragazzo preferirebbe la Juve a tutte le altre. Può ancora tenere vivo il sogno: rinunci al PSG e le porte della Juve si spalancheranno per assenza di concorrenti. Ma sarebbe chiedere davvero troppo a un ventenne che vede profilarsi un grande futuro (almeno dal punto di vista economico). A onor del vero Ancelotti potrebbe riproporlo proprio nelle vesti di nuovo Pirlo, ma non crediamo a questa possibilità parigina. Non subito.

Piuttosto ce la prendiamo con Marotta che ha certamente la colpa di aver temporeggiato, di aver atteso troppo. Così come per Aguero un anno fa, così come per Dzeko due anni fa. Probabilmente così come per Van Persie o chi per esso quest’anno. Alla Juve purtroppo attendere è un delitto: se i soldi ci sono e le idee sono chiare occorre mettere subito la firma. Purtroppo i paletti economici pesano e inducono prudenza. Ma la prudenza sta forse limitandoci. Un mese fa bastava presentarsi a Pescara con una comproprietà e un assegno da 2/3 milioni di euro per assicurarsi la metà di questo ragazzo. Abbiamo regalato Ekdal a Cellino, potevamo regalarlo al Pescara in cambio di uno sconto per Verratti.

Davvero un peccato aver perso Verratti, davvero un peccato aver trascinato una situazione che sembrava (e lo era!) favorevolissima. Con la benedizione del ragazzo, tifoso juventino sin dalla nascita, e una corsia preferenziale col Pescara fino allo scorso mese. Poi è cambiato tutto: l’inserimento assurdo e inutile del Napoli (letteralmente silurato da Verratti) e ora la collezione del PSG.

A Verratti auguriamo le migliori fortune, perché un conto è prendere il posto di Pirlo negli schemi di Conte, un altro è scaldare la panchina nella Ligue 1. A Marotta chiediamo un po’ più di coraggio nelle scelte: inutile attendere le ultime ore di mercato per Cavani (che non verrà!), puntiamo l’attaccante che può farci fare il salto di qualità e compiamo quello sforzo economico che, stante la situazione in Italia, rischia di essere abbondantemente ripagato dalla stagione che sta per iniziare. Forza Beppe!

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