Periodo di cambiamenti. Bonucci è invischiato in scommessopoli; Caceres nel campo di Bari. Il giovane Masi convince, ma fa ancora errori di gioventù, e Lucio sbaglia nonostante le tante primavere passate. Chiellini è stato rischiato da Prandelli e ancora prima da Conte, e ora fa compagnia al Prof. Paolo (ndr. Bertelli, preparatore atletico).

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Il reparto difensivo campione di Italia non convince fisicamente. Siamo nell’estate 2012, e Conte ha la testa piena di pensieri che esulano dal calcio. Mi piace pensare che, seduto al tavolo con Chiappero, Agnelli e Nedved abbia avuto l’intuizione su cui si basa questo articolo.

Luca Marrone difensore centrale.

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Proprio quel Luca Marrone: tre presenze nel campionato passato con un gol (importante) e un assist (decisivo). Quel Marrone che fa compagnia a Conte da tre anni. Quel Marrone che condivise pure lo spogliatoio incriminato di Siena.

Il ragazzo si farà, ma non ha le spalle strette: Luca è imponente, fisicamente ricorda quasi Yaya Toure. E’ il centrocampista moderno della nuova scuola europea: grossi, piedi delicati e duttilità, talmente duttile che si reinventa a 22 anni.

E stupisce. Ha i tempi dell’anticipo, del colpo di testa, del contrasto. Sembra un leader nato. Lui, cresciuto una Primavera che sta esplodendo con qualche anno di ritardo (Immobile, Ekdal). Lui, che ha indossato tre maglie nella vita (Lascaris, Juventus e Siena): tutte bianconere.

Non è la prima volta che succede nella storia della Juventus. Lo fece anche un certo Alessio Tacchinardi, sensazionale centrocampista e affidabile difensore. E sinceramente son sicuro che Marrone, abbia le carte in regola per essere l’erede dell’Alessio nazionale.

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