Nei primi sei mesi segnò a raffica, con una percentuale perfino vicina se non superiore (pur con numeri molto inferiori di minuti e presenze) a David Trezeguet. Poi un calo. Anche per via del fatto che nel gioco di Conte gli attaccanti difficilmente vanno sopra i 20 gol. Anche per via del fatto che concorrenza e minutaggio sono diminuiti perché titolare, con Conte, Matri non lo è.

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Però le doti tecniche sono importanti, e anche quelle tattiche nonostante non sia il prototipo di attaccante-boa che piace a Conte. Gli occorrerebbe molto più gioco spalle alla porta e magari la capacità di servire l’ultimo passaggio, mentre è perfetto negli spazi e quando bisogna aprire spazi.

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Ecco perché cederlo a Benitez potrebbe rivelarsi un grosso errore. Fino a qualche settimana fa la voce di Marotta, ufficiosa, che intendeva cedere i propri gioielli non alle dirette avversarie ci aveva tranquillizzato, ma ora la mossa eventuale di un Matri al Napoli fa crescere i dubbi.

Il due volte scudettato andrebbe a rinforzare un reparto che ha sì perso Cavani, ma ha acquisito Higuain e soprattutto Benitez. Rinforzare in senso tecnico e anche di esperienza.

Di converso, trattenerlo a Torino per fargli fare il vice Llorente sarebbe un peccato, forse sarebbe sprecato. All’estero non ci sono margini? E se in Italia: Lazio, Roma, ma certamente non Milan (per motivi che vanno al di là di una eventuale concorrenza in campionato) e nemmeno il Napoli.

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