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Matri e Buffon, un cannoniere ed un portiere, determinati e scatenati…

Non serve specificare da cosa deriva un simile titolo, giusto?! La cosa divertente è che, numeri alla mano, la realtà pare essere proprio questa.

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Determina(n)ti e scatena(n)ti. La “n” opzionale può essere letta o non letta, il risultato non cambia.

Gigi Buffon è tornato il numero 1 al mondo. Troppo distacco a livello di personalità e classe rispetto agli impostori del ruolo. Sarà forse il troppo amore, ma quello che combina Gigi tra i pali non ha eguali in questo momento. Pecca forse di non voler bene ai fotografi, mai gesti inconsulti o sfacciatamente clamorosi, ma tremendamente efficaci.

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Contro l’Udinese, quando cioè la Juve ha mostrato il fianco, ci ha pensato lui: ha detto “no!” ai fiulani in diverse occasioni, non riuscendovi nel grandissimo colpo da biliardo di Floro Flores. Pazienza, in fondo si tratta di… chi sa quanti gol ha subito la Juve a gennaio?

E poi là davanti, nonostante le critiche, c’è uno che segna. Che si è ripreso a forza di sfuriate, sgomitate e gol un ruolo di primo piano in questa Juve: Alessandro Matri. Doppietta, mai gol banali o inutili, 0,54 la media reti per presenza in campionato con la maglia bianconera. Non è poco. Non siamo ai livelli stratosferici di Messi, ma quella è un’altra storia.

Matri per la Juve è una certezza. Paradossalmente è servito più il periodo di digiuno che una serie di presazioni con gol, ma che avrebbero lasciato forte il dubbio del tipo “ma può reggere il peso della maglia?”. Sì, può reggere il peso della maglia: uscire da quella crisi in questo modo, con questi due gol apparentemente semplici, è un atto di forza importante, significativo.

Ha bisogno però del supporto del centrocampo e di una seconda punta, ma questo ragazzo è prezioso. Faccia d’Angelo, ma quando si sbraccia e mena… mena forte.

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