Servirà da lezione? Lo speriamo. E badate bene: non é il risultato in sé a dar fastidio, quanto l’atteggiamento e la superficialità con cui è maturato.

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La Juve passa il turno da seconda, poiché si é fidata del risultato del primo tempo del Manchester e perché ha smarrito la ferocia e la cattiveria che avevano contraddistinto il mese di novembre. Con possibili ripercussioni per domenica, dove la mente potrebbe ancora scorie da figuraccia.

Passi il triste Morata che non la butta dentro nemmeno a porta vuota, e passi pure una panchina che nemmeno Grosso con la Primavera aveva, ma l’attenzione e la voglia di dare continuità ai risultati non doveva e non deve più mancare.

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Vincere aiuta a vincere. Perdere? Tra l’altro con la beffa: serviva un attaccante, ce l’avevi e questo ti segna (leggi Llorente, a cui abbiamo regalato il cartellino nemmeno fosse portatore di qualche malattia contagiosa).

Adesso tutti attaccati al sorteggio. Già, perché poi si chiamerà in causa la sfortuna se dovesse uscire una squadra top. Ammettiamolo: molte volte, un percorso più morbido aiuta ad arrivare in fondo.

Lottiamo. Continuiamo a lottare. Ma un pezzo di maturità è stato smarrito ieri sera.

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