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Mercato Juve: è la settimana decisiva?

Guardiamoci in faccia: soldi ce ne sono pochi. In particolare la Juve può contare su scarsa liquidità. Inutile quindi investire tutto e subito, sapendo poi che ad agosto può scappare sempre qualche colpo a sorpresa. Va letto così lo stallo per Krasic, tenendo conto comunque della volontà di Marotta di pagarlo il giusto. Il giusto è stato fissato da Andrea Agnelli e il nuovo direttore generale in 15 milioni, qualcosa in meno. Non un centesimo di più. Venerdì è stato dato l’ultimatum al CSKA che sul piatto ha per la verità poco, soltanto qualche interesse dall’Inghilterra e un parere favorevole di Benitez che sta vestendosi di cartone. Già stasera sul sito bianconero dovremmo leggere qualcosa. E se non leggeremo nulla ci toccherà reperire in Europa un altro esterno capace di garantire spinta e quella qualità di cui Del Neri necessita.

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Parere opposto, circa la spesa, merita Dzeko. Le caratteristiche del bosniaco sono tali (gol, prestazioni, caratteristiche fisiche e anagrafiche) che ricorda quando Moggi prese dal Monaco un giovane David Trezeguet che in Francia aveva praticamente lo stesso rendimento di Edin Dzeko in Germania. Poi Ancelotti lo schierò col contagocce (e comunque David riuscì a segnare ben 14 reti quell’anno), salvo poi esplodere definitivamente con Lippi la stagione successiva (capocannoniere con 24 reti). Si parte da 30 milioni di euro, visto che la clausola da 40 è scaduta qualche settimana fa. L’attacco del ManCity non è andato a segno per il rifiuto del giocatore che vuole un palcoscenico migliore di quello arabo-inglese. Quando si dice che i soldi non sono tutto. Meglio qualche decina di euro in meno e una maglia ben più importante, che un conto gonfio di denaro e poche soddisfazioni. Fermo restando che la prossima stagione bianconera è legata a un immenso punto interrogativo. Dzeko alla Juve, come Krasic del resto, significa posto assicurato e cassa di risonanza incredibile a livello europeo, nonostante la Champions è andata. Significa pure stringere un accordo ben preciso con quella percentuali di tifoseria che attende il colpo, uno dei tanti con cui Moggi si presentava a settembre tronfio di soddisfazione. Cash? Impensabile, così si sta cercando di capire chi degli attuali elementi in rosa permetterebbe di abbassare la cifra da scrivere nell’assegno: Diego, Iaquinta, Sissoko. Io l’ultimo nome lo toglierei immediatamente dal mercato e preferirei cedere Diego o Amauri. Staremo a vedere. Lo stallo di Dzeko fa ben sperare. Almeno il sogno lasciatemelo per un po’.

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E’ la settimana pure per capire se si andrà alle buste o si risolverà il tutto fra amici. Bene inteso, vista la faccia tosta di qualche sporco giornalista: a trattare col Genoa c’è sì un Preziosi, ma è Fabrizio e non Enrico. Tanto per chiarire! In secondo luogo Marotta dovrà uscire i denti e battere i pugni sul tavolo: siamo la Juve e se la Juve vuole Criscito se lo deve prendere. Se su Bonucci poi il Genoa tenterà di opporsi, niente paura. Il Bari possiede metà del cartellino: Almiron e qualche prestito a Ventura, metà Bonucci a Torino. E poi si va allo scontro totale. Palladino può rimanere a Genova a parziale risarcimento per Mimmo Criscito. Ah, direttore Moggi dove sei!?!?

Per finire, le difficoltà di piazzare gente come Zebina, Grygera, Brazzo e Poulsen sono evidenti e chissà come faremo a sbarazzarcene. C’è pure un problema legato a Grosso e Tiago. L’Atletico Madrid è interessato, ma la cifra di 7 milioni per il portoghese è ritenuta eccessiva (a ragione, fra l’altro). Mentre per l’ex-Nazionale di Lippi servirà fare uno sforzo: liberarsi dell’ingaggio e regalare il cartellino agli spagnoli.

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