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Milan: giù le mani da Quagliarella

Non scherziamo. Ragazzi, non scherziamo!

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La storia insegna che solitamente i bidoni li tirava Moggi al Milan e non il contrario.

Era un pomeriggio del 1997 quando mi giunse la notizia che Davids diventava il primo olandese nella storia della Juventus. Luciano Moggi, recita la leggenda, arrivò a Milano con un assegno di circa 13/15 miliardi di vecchie Lire. Ne bastarono appena 9 e un po’ per portare a casa uno dei centrocampisti più forti al mondo. Tecnica e dinamismo, una rabbia agonistica che ha portato la Juve in alto, molto in alto.

Appena qualche settimana fa mi giunge la notizia che Pirlo ha varcato i cancelli di Vinovo per conoscere il suo prossimo campo di allenamento. Stavolta Marotta ha fatto meglio di Moggi: nessun euro per il cartellino di Andrea, praticamente uno dei più forti centrocampisti al mondo ormai da qualche anno.

Ricordo, ancora, un episodio curioso. Luciano Moggi avrebbe voluto portare a casa pure un certo Kluivert. Patrick, attaccante olandese dell’Ajax passato al Milan, fallì clamorosamente e Moggi voleva rivitalizzarlo. Niente da fare: Galliani non se la sentì di rinforzare un’avversaria, di collezionare un’altra figuraccia sul mercato e non se ne fece effettivamente nulla.

Questo per dire che la Juve non dovrebbe commettere il diabolico errore di ribaltare la storia, cedendo Fabio Quagliarella ai rivali rossoneri.

Fabio Quagliarella non si tocca, se non prima di aver verificato opportunamente quanto potrebbe dare alla squadra la sua tecnica e la sua imprevedibilità.

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Giunto a Torino via Napoli, il buon Fabio ha conquistato tutti grazie ai gol e alle prestazioni da capogiro.

E’ un  attaccante molto mobile. Lippi lo utilizzò quasi come centrocampista d’attacco agli sfortunati mondiali del 2010 e per poco, da solo, non ci portava agli ottavi. Nel Napoli ha ricoperto vicendevolmente il ruolo di prima e seconda punta. Nella Juve di Del Neri ha invece giocato in una posizione ibrida: con Del Piero a fianco l’attacco bianconero non dava mai punti di riferimento agli avversari e Quagliarella poteva spaziare tranquillamente là dove l’istinto lo portava.

Risultato: 9 gol in appena 3 mesi, molti dei quali pesantissimi e bellissimi, e in generale ottime prestazioni che avevano portato la Juve a pochissimi punti dal Milan capofila. Rotto Quagliarella in quel maledetto pomeriggio di gennaio… si è rotta la Juve.

Marotta individuò in Matri l’attaccante ideale per sostituire l’apporto in zona gol di Fabio Quagliarella e azzeccò il pronostico, tanto che oggi è abbastanza diffuso il pensiero dell’insostituibilità di Alejandro Matri!

A luglio, quando Conte cominciò a far vedere la sua Juve, in avanti giocavano costantemente Matri e Quagliarella e insieme hanno mostrato una sintonia incredibile. Certo, avversari di poco conto, ma i segnali erano molto positivi.

Purtroppo Conte è un maniaco e vuole tutti al top. Cosa che difficilmente troverà una confutazione nei fatti, perché quanto si dice “top” si intende pure l’aspetto mentale (leggi Elia e Krasic, su tutti). Ragion per cui Quagliarella è finito un attimo nel ripostiglio. Pochi secondi in campo, tanta tribuna e tanta panchina.

Conte però ha sempre pronunciato parole dolci per il napoletano, considerandolo un perno dell’attacco futuro. Solo quando Fabio Quagliarella sarà pienamente recuperato. Già, ma quando?

Intanto qualcuno cominci ad alzare la voce: “Milan: giù le mani da Quagliarella”. Prima verifichiamo la bontà del suo recupero… poi si vedrà!

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