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Milan-Juventus 0-2 La crudeltà di 50 secondi

E’ durata 50 secondi la partita della Juve. E sono bastati per massacrare il Milan e dimostrare una crudeltà inaudita. Una specie di uragano che arriva, spazza tutto e lascia tanta tristezza e malinconia.

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La Juve non c’è. Tanta la fatica di coppa, nonostante la passeggiata contro i turchi. Ma resta lo stress del viaggio e la bestialità del calendario. E poi chiamalo #ersistema.

Il Milan corre di più, magari ha più voglia, certamente ha più paura. Avesse di fronte la vera Juve, la partita sarebbe già finita al fischio d’inizio. La Juve lascia sfogare i rossoneri, abbassando il baricentro come mai visto in questa stagione. Le gambe non girano e così Kaka e compagni provano a stuzzicare Buffon.

Gigi respinge tutto, e quando non c’è Gigi ci pensa Bonucci sulla linea di porta. Poi accade quello che un po’ tutti stanno dicendo da qualche minuto: “vuoi vedere che ora la Juve si sveglia”. E la Juve si è svegliata davvero.

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Marchisio, Tevez, Lichtsteiner e Llorente la spinge in rete. Un’azione da incorniciare per la bellezza e per i gesti tecnici di tutti e quattro i bianconeri. Escluso Marchisio, si tratta dei migliori in campo, ad eccezione di Gigi Buffon. Questo per dire che tipo di Juve è scesa in campo.

Ti aspetti un Milan arrembante, ma la Juve si scrolla di dosso un po’ di stanchezza e nel secondo tempo fa la sorniona e decide di non correre troppi rischi, rispondendo con contropiede e solita manovra. Asamoah non c’è, e allora si passa sempre da Lichtsteiner. Oppure palla a Tevez che è in una forma smagliante e da solo corre per tre. Spallata a Rami da brividi, recuperi, chilometri macinati con una voglia di chi deve dimostrare tutto. Fino al bolide.

Palla a Pirlo che la tocca a Tevez sui 30 metri. L’argentino alza la testa, vede spazio, avanza, uno, due tocchi e poi lascia partire un destro di una violenza inaudita. Magari l’Avvocato Taormina troverà modo di denunciare anche questa giocata…

La verità è che la Juve, oggi, può permettersi di giocare anche solo 50 secondi e vincere la partita. Rischiando, salvandosi talvolta per fortuna (la traversa di Robinho), e maledicendo la sfortuna (il palo di Pogba). E’ la nuova Juve. Quella che può contare sull’attacco, il migliore della Serie A, quando appena un anno fa dicevamo “ah se avessimo pure degli attaccanti forti”. Il merito è di Marotta. I complimenti vanno invece a Conte (seconda panchina d’oro consecutiva).

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