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Minutaggio in Nazionale: sono troppo poco contento

Mentre si discuteva di Nazionale, di Prandelli, delle sue scelte, delle regole etiche che dovrebbero governare le convocazioni in maglia azzurra… la discussione stessa, di per sé interessante, si è arenata su una mia osservazione.

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Prima dell’osservazione è doveroso ricordare che ho perso grande fiducia nella Nazionale. Da quel 2006, quando gli juventini, ed erano tantissimi in quella spedizione, erano buoni solo quando vestivano l’azzurro, anche quando occupavano la 2° e la 1° piazza di miglior giocatore continentale (leggi Buffon e Cannavaro, rispettivamente)… beh da quel 2006 il mio rapporto con la Nazionale è un conflitto continuo.

Non riesco più a seguirla con lo stesso ardore e lo stesso amore di prima, schifato da dirigenti e pagliacci che occupano le più alte cariche del calcio italiano, complici di quella farsa che dura tuttora. E perciò, seppur riconoscendo che non è una bella cosa quanto sto per dire, a me della maglia azzurra poco mi frega. Mi frega solo della maglia juventina.

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In quest’ottica, ed è qui che si inserisce la mia osservazione, non mi è affatto piaciuto come Prandelli ha gestito il minutaggio degli azzurri. Non solo il Milan deve affrontare un ciclo di partite importanti, ma soprattutto la Juve. E comunque tutti gli altri club che forniscono i propri calciatori. O è un onore per tutti, o è una palestra per tutti e tutti devono essere trattati allo stesso modo.

Così, vien da sé, che i 90 minuti di Barzagli, Buffon e Pirlo sono per me troppi. I 45 minuti di Chiellini e l’ora di gioco di Matri sono ancora troppi, se poi un Nocerino timbra soltanto un tempo. E stasera mi ritrovo un Pirlo evidentemente stressato, un Barzagli che non ha mai saltato un minuto in questa stagione e un Matri che ha già corso per la maglia azzurra.

Beh, un po’ mi girano…

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