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Moggi deluso da Andrea Agnelli per la sua non presenza? Luciano ti spiego perché

Stamattina leggeva il solito pezzo di Lucianone su Tuttomercatoweb e ci sono rimasto male. Come sempre la sua analisi sul mercato che si è chiuso e il campionato che sta per iniziare è quasi perfetta (ahimé), ma buona parte dell’articolo è un continuo martellare su un concetto che – Luciano perdonami – è abbastanza scontato. Talmente scontato che non c’era bisogno di sottolinearlo.

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Posto che in 50 minuti far vedere TUTTA la storia della Juve e TUTTI i personaggi che hanno fatto grande la Juve è impresa impossibile, posto che qualcuno era assente con giustificazione (Trezeguet, Camoranesi, Nedved, Platini, e in ultimo Vialli cui auguro una pronta guarigione) e posto che qualcuno è stato dimenticato, sono combattuto da due sentimenti opposti: da una parte il vivo senso di comprensione per Luciano Moggi, il più grande intenditore di calcio italiano, nonché il più grande dirigente di calcio italiano e nel mondo, e dall’altra parte trovo corretta la scelta di Andrea Agnelli.

Sarò forse arrogante, ma l’assenza dai megaschermi e dalla manifestazione della Triade io l’ho letta in questo modo e sarei felice di interloquire con voi lettori.

La Juventus, in questi maledetti 5 anni, si è aggrappata, tanto e troppo, al ricordo: ricordo inteso come i grandi calciatori che hanno animato ogni benedetta partita giocata dalla Vecchia Signora (ho letto perfino di una richiesta di tornare a giocare a Nedved e Zidane, richiesta che non era per nulla scherzosa e si inseriva in un contesto di rissa verbale molto fastidiosa) e ricordo inteso come gli ultimi grandi dirigenti e cioè Bettega, Moggi e Giraudo.

Alcuni tifosi, e qualcuno più autorevole degli altri che doveva certamente contribuire costruttivamente alla discussione e così non è stato, hanno mantenuto acceso un lumicino che non aveva più senso di esistere: ah se ci fosse stato Luciano, ah se tornasse Luciano, ah ma Luciano avrebbe fatto, ah senza Luciano…

Non sta a me sottolineare quanto forte possa essere il legame fra Andrea Agnelli e Giraudo e Moggi, soprattutto il primo, il più assente dalle scene italiane rispetto a Lucianone. E quindi non sta a me dire che la scelta di non tributare nemmeno una immagine alla Triade è fortemente (credo, penso) voluta da Andrea nel tentativo di lanciare l’ultimo, ennesimo, grande, importante messaggio, peraltro ribadito dall’accoppiata Del Piero e Boniperti: la Juve è la Juve indipendentemente da chi siede in panca o va in campo o sta in ufficio. Le persone passano, la Juve resta.

Il messaggio di non far vedere nemmeno una foto della Triade è chiaramente un richiamo forte alle coscienze, un po’ sbiadite, un po’ sgualcite, di certi tifosi che sono stati poco accanto alla squadra in questi anni. Un po’ vittime della farsa del 2006, un po’ vittime dell’accecante desiderio di vendetta, prima ancora che sano realismo e vera voglia di ricostruire dalle macerie una società e soprattutto uno spirito forte, combattivo, granitico. Uno spirito di Juve. Un po’ da quella voglia, tutta italiana, di distruggere e criticare, a priori, sempre con forza e cattiveria, meglio se gratuita.

Messaggio che è facilmente leggibile fra le righe del discorso d’apertura di un emozionatissimo Andrea Agnelli:

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chiudete gli occhi per un momento, apriteli e non dimenticate mai le facce di chi vi sta accanto. Sono le facce della Juve.

Come dire: quel che è successo è purtroppo successo e tornare indietro, in questa vita terrena, proprio non si può. Ma si DEVE andare avanti

con pazienza, con coraggio.

Andrea Agnelli

Pazienza e coraggio. La pazienza è mancata, il coraggio invece è quello che più serve a questi ragazzi.

Vogliamo davvero tradire il Presidente?

Per dovere di cronaca riporto lo stralcio di articolo che mi ha spinto a scrivere questa sentita risposta.

La Juve gioca con il Parma alle 12 di domenica nello stadio nuovo, un grande progetto ora compiuto , che fu pensato e messo in cantiere dalla triade, particolare che è stato ampiamente dimenticato.Ieri è stato inaugurato con una manifestazione degna della bellezza dell’impianto, inviti a tutte le personalità di spicco e non solo dell’ambiente calcistico: si potevano notare personalità che hanno avuto una parte importante nella retrocessione della Juve in B nel 2006,altre che si sono mostrate recentemente contrarie alla revoca dello scudetto all’Inter sul ricorso della Juve,altre che non hanno difeso la Juve al momento opportuno,c’era un po’ di tutto insomma.Mancava Moratti che ha preferito Sondrio per una conferenza stampa e ha fatto bene dimostrando però una certa coda di paglia..Mancavano infine, non invitati,i tre dirigenti che hanno portato la Juve sul tetto del mondo per i risultati conseguiti e senza nulla chiedere alla proprietà, a differenza di quanto accade adesso,mancavano quei dirigenti che hanno ideato il nuovo stadio facendo girare il mondo al dr. Opezzi alla ricerca e per visionare gli stadi migliori,c’era in compenso un numero ” 29 ” ad indicare gli scudetti conquistati, mancavano però gli artefici degli ultimi 12 anni di conquiste,ne è stata cassata la storia.Se l’Avvocato , il dr.Umberto e l’Avv. Chiusano avranno visto , si saranno sicuramente rivoltati nella tomba.

Luciano Moggi

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