In un venerdì che regalerà parecchie emozioni perché arriva un Mortirolo che sa di scontro frontale (oltre che finale, probabilmente), anche il calcio ne regala parecchie.

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Prima o poi dovrò decidermi a creare una rubrica che metta sotto osservazione le prime pagine dei giornali. Sono talmente tante le stronzate raffigurate o scritte che vien voglia di leggere Topolino la mattina, almeno è divertente di per sé.

Tuttosport dà quasi per fatto il passaggio di Aguero alla Juve. In cambio noi diamo Tiago (valutato circa 8 milioni di euro) più Diego (valutazione quasi pari al suo acquisto) e un conguaglio di circa 15 milioni di euro. Ma c’è di più: si sta cercando il modo per mandare a Madrid anche la palestra di Vinovo e un paio di seggiolini del Comunale di Torino. Più, ovviamente, un cesto colmo dei sapori tipici piemontesi. In tutto questo non è stata minimamente considerata la volontà di Diego e soprattutto l’impossibilità di arrivare a Aguero. A meno che, non si parli del figlio, cioè del nipotino di Maradona. Allora quello sarebbe un altro discorso. Quello che però mi inquieta è il fatto che un paio di ragazzi-lettori trascorrano più di dieci minuti cercando di capire quando verrà ufficializzato.

De Rossi, si sa, è un tipo istintivo. In campo questo è anche un pregio, ma fuori è certamente un difetto. In una Italia vittima della violenza e di certi tifosi che, conviene ribadirlo, TIFOSI NON SONO servono misure estremamente forti per combattere la maleducazione sfociata ormai in terrorismo. Quando chiedi ai tuoi vicini o ai tuoi colleghi perché non si organizza una gita allo stadio ti senti rispondere 99 volte su 100 “e perché devo rischiare la vita?”. Allora un motivo ci sarà se su questo argomento vige l’attenzione più sfrenata. Chiariamo subito: lo stadio, come negli altri paesi civili, dovrebbe essere un posto di sfogo. Di sfogo delle passioni, però. Di sfogo dell’amore per il calcio. Uno spettacolo, un semplice spettacolo. Una partita di calcio, una normale e santissima partita di calcio. Ma quelle mazze che si vedono, allora? E quei tipi incappucciati nemmeno dovessero rapinare una banca o assaltare un carro merci? E quella schiera di poliziotti? E le bombe carta non certo costruite nei bagni dello stadio? E come fanno a passare le mazze e tutte le armi di distruzione che si vedono regolarmente in ogni stadio italiano? Forse conviene davvero la pena di fermarsi a riflettere e provare a mettere un punto. E ricominciare da capo. Serve la schedatura della gente che va allo stadio? Potrebbe davvero servire a limitare la delinquenza? Allora proviamo. Si prova e si cerca di capire se funziona o meno. Chi l’ha stabilito che lo stadio è una zona franca dove tu, persona normale in ufficio o a scuola, ti trasformi in un terrorista? Chi l’ha stabilito che lo stadio non ti pone limiti circa i comportamenti da tenere? Scherziamo o cosa? Così l’uscita di De Rossi non solo non la capisco, ma ho paura che nasca dalle viscere di certa tifoseria. Immaginati un teatro e immaginati ultras a teatro che fanno uguale casino come allo stadio. Al prossimo botteghino verrebbero certamente allontanati. Perché non può valere pure allo stadio. Sarebbe la volta buona che famiglie proverebbero ad andarci nella più totale tranquillità, o no? Inoltre non capisco proprio la “tessera del poliziotto”. Fermo restando che i tipi strani esistono in ogni categoria professionale, caro Daniele: lo fai tu quel lavoro di merda con una paga di merda combattendo gente di merda, che è la stessa che ti fischia o ti applaude ogni domenica? Prova a fare cambio per un paio di mesi, e poi rifai la conferenza stampa. Troppo facile parlare mettendo a rischio il culo degli altri.

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Da un caso all’altro. Mourinho ha praticamente dato l’addio già dopo la Champions. Lo aveva già fatto al Porto. Prima dello scoppio dell’indagine su arbitraggi sospetti, e dopo aver vinto una Champions farsa come quella appena conclusa, con la consapevolezza di essere stato baciato dalla fortuna e non solo da quella, il talento della panchina fa la valigia e va via. Come a dire: quando mi ricapita più una botta di culo come questa? Strano, eh. Perché si è parlato di ciclo, si è parlato di anni di successi, di trofei ancora da incamerare. Ma, allora, perché te ne vai? Il pubblico italiano? Suvvia, José, non scherzare. I media italiani? Andiamo, non fare il burlone. Una leccata come quella italiana non la troverai in nessun altro paese al mondo. Un giornale tutto tuo negli altri campionati non c’è. Una difesa così protettiva composta da una serie di trasmissioni e una schiera di giornali Spagna e Inghilterra non ce l’hanno. Attento José e prova a capire che l’Italia ti è stata offerta per fare esperienza di vita. Strana pure la vita di Moratti Massimo. Nemmeno ha alzato la Champions dalla base, perché le orecchie di cartone potevano rompersi, che ha dovuto fare i conti con una RAI che non ha fatto una 48 ore di diretta consecutiva, con Milito indeciso perché vorrebbe 10 milioni di euro di ingaggio, con Maicon tentato dalle sirene spagnole, con Mourinho che ha abbandonato e con quella maledetta Teresa Casoria che non accenna a chiudere quel processo che sta prendendo una piega mooooolto pericolosa. Sia chiaro, Dottore Massimo Moratti: Moggi con questo modo di procedere non c’entra nulla. E meno che meno, le assicuro, la sua amata Juve: messi come stiamo, guardi…

Al Processo di Napoli Moggi sta dando ampia prova di come ci si difende da accuse farlocche. Le sue dichiarazioni senza contraddittorio, come dice la Gazzetta della Vergogna, in realtà hanno un nome preciso e in Tribunale  non solo sono permesse, ma sono pure importanti ai fini del Processo. E le sue, quelle di Moggi, lasciano sempre il segno. Risponde ad Ancelotti elencando una serie di casi interessanti e lascia tutti in silenzio quando afferma “ma scusate, che razza di Cupola è se i miei arbitri fanno gli interessi del Milan a mio svantaggio?”. Interessante. A questa domanda il Tribunale dovrà rispondere stavolta con argomenti seri, perché altrimenti sarà l’inizio di uno dei periodi più brutti della nostra storia italiana. Comunque non capisco perché i vari Moratti, Tronchetti, Oriali e via dicendo, non debbano rispondere ad alcune semplici domande. Sono testimoni dell’accusa o no?! Che poi fra 50 signori-accusatori se ne è salvato solo uno. Anzi, no, praticamente nessuno. E dire che di prove ce n’erano, eh?! Ahh, se ce n’erano. Addirittura Nicola Penta ha fatto capire di aver in mano altre intercettazioni molto particolari.

Nel frattempo credo di aver trovato i soldi per i prossimi mercati. Se il Brescia (Moggi dice: “Ma se avete venduto i migliori, come pensavate di salvarvi?”) chiede circa 60 milioni di euro, immaginatevi la Juve. Non c’è bisogno di consulenza commerciale o contabile, è semplice fare due calcoli. Nell’anno della retrocessione la Juve ha perso di netto 130 milioni di euro. A questi va sommata la mancata partecipazione alla Champions (inseriamo solo quella del 2006/2007 evitando strane ipotesi sulle Champions a seguire, perché Capello poteva anche fallire tutto e arrivare ottavo con quella squadra là, o no?!?) valutata in 25 milioni di euro. A questo bisognerebbe aggiungere pure la svalutazione patrimoniale dei calciatori venduti, fatta la tara con quel poco incassato: circa 50 milioni di euro (basti pensare a Ibra: con Moggi in barca l’avremmo venduto al Real per 100 milioni di euro, come nel caso Zidane). Ecco, sarebbe proprio un bel risarcimento. Ma sarebbe anche troppo semplice, oltre che ridicolo. Ma noi non siamo il Brescia. E, a vedere gli ultimi quattro anni, non siamo nemmeno la Juve. Vabbè, forza Andrea e Marotta. Al lavoro, c’è da recuperare tempo.

P.S.

Oggi si sposa Diego. Tanti auguri, veramente. Io credo in te perché le immagini che ho visto sono le tue. I numeri sono i tuoi. In questo anno così maledetto sei solo additato come il principale responsabile perché ti abbiamo visto come il Messia. Ma non siamo così scemi da buttarti al cesso. Non è colpa tua se attorno a te non c’è mai stato movimento e gli attaccanti hanno praticamente latitato per 12 mesi. Eppure di assist ne hai serviti. E qualche gol, meno di quanto ci aspettassimo, è pure arrivato. Il tipo di giocatore quale tu sei impone un lavoro importante da parte del tecnico. Oltre modo, sei uno fuori dagli schemi: né un trequartista puro (mi sto sempre più convincendo di ciò), né un regista stile vecchia maniera. Per chiarirci: né Zidane né Pirlo. Una via di mezzo? Il consiglio che una parte di tifosi che conosco è il seguente: ricarica le batterie, ritrova il sorriso e la serenità. Ci vediamo a luglio, ma come dice Buffon, bisognerà sputare sangue. E trovare una quadratura del cerchio finora lontana. Non credo sia un problema squisitamente tattico, ma di compattezza di undici. Scarso movimento sulle fasce, scarsi movimenti in attacco, nessun appoggio dei centrocampisti. Dai, ma che poteva fare da solo?

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