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Monsieur Abete, s’il vous plait, ci dia spiegazioni sullo scudetto 2006

La FIGC, nella persona di Giancarlo Abete, ha subito attaccato: “E’ un atto dovuto, l’UEFA sa che la Federazione ha agito nel rispetto delle regole”.

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E fin qui tutto chiaro, se non fosse che quelle regole di cui parla Abete poco hanno a che fare con le regole dell’UEFA. Mettendo da parte ogni tipo di dietrologismo ed evitando di tirare in ballo il nome di Walter Gagg o di Collina, proviamo a ricapitolare i fatti.

La FIGC si dichiara, qualche settimana fa, assolutamente incompetente in materia di Scudetto 2006. Probabilmente la Juve doveva rivolgersi al tabacchino sotto casa o allo studente di giurisprudenza appena immatricolatosi in una qualunque università italiana. Perché sia il proprietario del tabacchino sia lo studente matricola erano ben più competenti di Abete & Soci.

Agire nel rispetto delle regole: regole frantumate per buttare all’inferno la Juve, regole eluse ed evase per salvare l’Inter. Strano concetto di rispetto.

Dopo l’incompetenza il club bianconero ha fatto sapere di non essere per nulla meravigliato: cosa si pretendeva da un pugno di dirigenti di simile credibilità e trasparenza e correttezza?

Platini, qualche giorno fa, è stato autore di un’uscita antipatica, ma dovuta: “Noi non interveniamo nelle questioni interne”. Il che è corretto: il Presidente dell’UEFA non dovrebbe interessarsi di quanto accade nelle singole federazioni, in quanto si presuppone un’assoluta terzietà delle stesse nei confronti delle società locali.

Ma Platini conosce bene il territorio italiano. Sì perché il territorio italiano è fortemente viziato da conflitti di interessi e collusioni pazzesche, roba che in altri paesi proprio non capiscono. Così lo Scudetto 2006 non è già – caro Tardelli – uno sfizio di Andrea Agnelli e di qualche milione di tifosi esaltati. No, tutto il contrario: è sete di giustizia, non già di vendetta, è amore per l’equità, non prepotenza.

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Concludere con “scurdammoce ‘o passato” è volgare, vigliacco e potrebbe scatenare un pandemonio in Italia. Perché darebbe il la a mille altre Calciopoli, con altre mille vittime in balia del sentimento di pochi presidenti a gestione fallimentare. E purtroppo in Italia di presidenti così ne abbiamo fin troppi.

Tant’é, dalla Svizzera è arrivata una pronta risposta. Anzi, è arrivata una domanda cui la FIGC dovrà dare una risposta. Chiara, formale, scritta.

L’UEFA ha deciso di aprire un’indagine. Sia chiaro: questa indagine partorirà un topolino, un nulla di fatto. Ma l’obiettivo è uno solo: stimolare l’attenzione verso quanto è successo nel 2006 e negli anni a seguire e provare a riportare un minimo di ordine etico in questo stramaledetto Paese dove la normalità è l’illegalità, la supremazia degli imbecilli, l’esaltazione degli arroganti arricchiti.

Cosa è successo 5 anni fa? E’ regolare o meno l’assegnazione dello Scudetto 2006? Perché la società F.C. Inter viene pesantemente indicata nel rapporto di Briamonte come la principale sospettata di quanto accaduto in quell’estate?

Ecco quali sono le domande. Ci aspettiamo ora le risposte e occhio ai magheggiamenti. Occhio agli arzigogoli buoni a confondere le idee e i fatti. Noi siamo qui a vigilare.

Di certo non ci aspettiamo l’esclusione di alcuna squadra perché siamo consapevoli del fatto che il campo ha parlato e ha detto che in Champions potevano andare ben 4 squadre. L’Udinese purtroppo è uscita con un grande Arsenal, quelli che sono migliori del Barcelona hanno appena avuto la meglio contro la corazzata Besiktas, il grande Napoli sta ammaliando i suoi tifosi e poi c’è l’Atalanta di Milano che continua a farci ridere.

Ma in Svizzera hanno poca voglia di ascoltare le barzellette.

Monsieur Abete, s’il vous plait, che cosa è successo nell’estate del 2006?

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