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Moratti ha deciso: assolto e onesto, ma senza affrontare il Processo. Ecco il comunicato scandalo!

Sul sito ufficiale Massimo Moratti interviene e, come suo solito, senza alcuna parvenza di stile, spara una serie di futili e banali frasi.

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Per Giacinto, ricordiamoci il suo carattere dolce, leale e mai violento.

Come se qui si stesse disquisendo su Giacinto-Facchetti-Uomo. Che quello non sia in discussione è talmente naturale e logico che per noi juventini il discorso muore già prima di essere iniziato. L’uomo Facchetti non si tocca ed è giusto così. Ma, c’è un ma grosso quanto una casa.

Il ma riguarda il fatto che è il Facchetti-Dirigente-e-Presidente a essere stato sbugiardato e pesantemente qualificato durante le deposizioni al Processo di Napoli. E le prove derivano da una ricerca, molto semplice, da parte dei legali di Moggi. Le telefonate che Facchetti-Presidente, così mettiamo tutto in chiaro, ha fatto in quegli anni ricadono sotto l’articolo 6: illecito sportivo. E nonostante questi tentativi di alterare il risultato sportivo, l’Inter ha perso. Oltre il danno, pure la beffa. Roba da Inter insomma! Roba da ridere.

Questi fatti, caro Moratti, non sono in discussione e sono, anzi, GLI UNICI PROVATI NEL PROCESSO DI NAPOLI. L’uomo-Facchetti resta limpido, dolce, leale e mai violento. Purtroppo per voi e per la sua memoria, ricordando che pure Hitler e Mussolini sono defunti, il Facchetti-Dirigente-e-Presidente non è stato onesto e leale, forse solo dolce, credo anche non violento!

A quello che è successo avrebbe reagito con la serena calma.

Sbaglio, caro Moratti, o l’ho sentita perfino su RadioMaria a gridare al vento, incautamente, la sua onestà, la sua bontà, il suo schifo per questo mondo del calcio di cui lei, nostro malgrado, è il principale fautore: del calcio postCalciopoli si intende, quello virtuale, quello finto, quello già deciso in partenza, tanto per essere ancora più chiari!

Quale calma? Ha attaccato lei l’house organ ovvero la Gazzetta dello Sport. Ha attaccato lei Palazzi che, appena qualche settimana fa, era stato da Lei giudicato un professionista d’eccellenza.

Caro Moratti ha un senso della giustizia tutto personale: Palazzi non ha agito contro l’Inter, ma in favore dell’Inter. Da Calciopoli in poi Palazzi è stato il vostro più prezioso alleato. Vi ha coperto, finché ha potuto. Non lo scarichi: è l’unica vostra ancora di salvezza.

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Palazzi non ha scritto una relazione CONRO L’INTER, ma ha redatto un semplice ragionamento che non poteva più essere nascosto: si chiama ricerca della verità e non azione-contro-qualcuno. Perché se qualcuno è andato contro qualcun altro questo è stato il Paese-Italia-degli-AntiJuventini contro Moggi e la Juve: questo è non in discussione, caro Moratti.

Nessuna reazione eccessiva, solo calma, pazienza e fiducia nella nostra integrità.

Caro Moratti, se l’Inter è diventata una barzelletta e continua a esserlo imperterrita… è solo merito suo e di questo siamo riconoscenti e saremo riconoscenti fino all’eternità.

E’ stato lei a costruire un complotto per nascondere la sua cattiva gestione, economico, finanziaria e tecnica. E’ stato lei a costruire successi di cartone. Deve chiedere scusa a tanti interisti, e ne esistono, cui ha sporcato il sogno di una Grande Inter, come quella di Herrera, nonostante quel ricordo di doping di cui Facchetti ne fu vittima-protagonista e di cui il povero Mazzola Sandro non parla eppure si erge a onesto e leale e pulito. Strano concetto il vostro di integrità!

Inoltre e per ultimo, dovrebbe spiegare perché sta minacciando, con atteggiamento mafioso e volgare, la FIGC con questo suo presunto ricorso al TAR. Che significato ha? Ma soprattutto: su cosa sta ricorrendo? Sulla prescrizione di cui si fa scudo per evitare guai grossissimi con la giustizia? Su uno scudetto mai vinto? Sui tornei aziendali falsati? Sui bilanci falsi che la sua società ha redatto? Sullo spionaggio ordinato a Telecom nei confronti dei competitor? Sul passaporto falso di Recoba? Ce lo spiegherà mai che razza di idea di calcio ha lei, caro Moratti?

E per finire mi piace sottolineare questa frase:

Ho sempre detestato due cose nella vita, più di tante altre: prendersela con i più deboli e con chi non si può difendere.

Queste parole sono di Marco Materazzi, in un rarissimo caso di caos mentale entro cui due neuroni si sono per caso incontrati e hanno partorito un pensiero nobile. Purtroppo la sinapsi è durata pochissimi secondi e il seguito delle sue parole è la solita lagna. Palazzi, da grande uomo, è diventato una vipera. La Giustizia Sportiva è diventato il nuovo nemico. La Gazzetta, grande unico giornale sportivo, è diventato juventino. Noti giuristi sono diventati incompetenti, sol perché hanno obiettato della regolarità del processo che ha spedito all’inferno la Juve. Perfino le trasmissioni sportive più seguite sono diventate non più raggiungibili, in casa nerazzurra. E Materazzi, uno di cui non riuscireste mai a raccogliere una testimonianza positiva circa la sua intelligenza, ha finito per alzare gli occhi al cielo e dire: “Facchetti perdonali, se puoi”.

Caro Materazzi, ma perdonare cosa? Per aver finalmente rivelato la verità? Per aver accertato le malefatte del Dirigente-e-Presidenti-Facchetti? Ma siamo diventati scemi? Intendo noi, non mi sognerei mai di dubitare della tua qualità in merito!

Non resta che concludere, dunque, che lei caro Moratti si è già dichiarato onesto e assolto, ma senza affrontare il processo. Mi ricorda, questa, una vicenda mafiosa ormai dimenticata. Ha tutte le sembianze del solito caso italiano: tutto insabbiato, nulla dimostrato, zero giustizia. Ne è davvero fiero?

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